Test del Nikon AF-S Nikkor 70-300mm f/4.5-5.6 G IF-ED VR
Stabilizzatore ottico VR di seconda generazione, due lenti in vetro ED, messa a fuoco interna, motore Silent-wave e prestazioni ottiche elevate, fanno di quest’ottica un obiettivo insostituibile per i viaggi, caccia fotografica e paesaggi da Nikon Experience a cura di Valerio Pardi
Il Nikkor AF-S 70-300mm f/4.5-5.6 il G IF-ED VR è un obiettivo che copre una escursione di focali tra le più richieste dai fotografi; infatti dopo l’ottica standard, il tele-zoom è tra gli obiettivi più richiesti per il proprio corredo. L’angolo di campo coperto da questo obiettivo sulle digitali con sensore DX diventa infatti equivalente a quello di un 105-450mm, quindi un range che copre tutte le focali tele più usate, da quelle da ritratto ai super-tele per la caccia fotografica e lo sport.
La luminosità è sufficientemente elevata per un utilizzo senza problemi nelle più disparate condizioni di illuminazione ma allo stesso tempo ha consentito, grazie alla non esasperazione dei valori f/ di contenere peso e dimensioni entro limiti accettabilissimi per trasformarlo in un’ottica da portare sempre con sé. La presenza di un sistema di stabilizzazione VR di seconda generazione completano la dotazione di questo interessante obiettivo, che mi ha trasmesso le stesse identiche positive sensazioni del celebre 18-200mmf/3.5-5.6G IF-ED AF-S VR DX Zoom-Nikkor, con la sola differenza del range di focali spostato verso una copertura tutta tele.
L’obiettivo, pur non definibile piccolo, è ben bilanciato se utilizzato con un corpo DSLR della classe delle D200/D300, che ha grosso modo lo stesso peso dell’obiettivo mentre se montato su un corpo delle serie D40 o D40x, lo zoom, con i suoi 144mm di lunghezza diventa decisamente importante rispetto alla reflex, ma risulta ancora utilizzabile senza limitazioni. Personalmente ho una predilezione verso i corpi di massa un po’ sopra la media poiché consentono di essere impugnati meglio e attenuano, con la loro massa, eventuali micro-vibrazioni, ma capisco chi predilige un corpo per foto da viaggio, dove anche pochi grammi possono fare la differenza, e scelgano di abbinare questa splendida ottica a una DSLR più piccola e leggera.
Il Nikkor AF-S 70-300mm f/4.5-5.6 il G IF-ED VR montato su un corpo D40x risulta molto imponente; in realtà l’ottica non è molto grossa, sono solo le dimensioni
davvero molto contenute della piccola reflex Nikon a evidenziare eccessivamente
i volumi dell’ottica. L’usabilità comunque non ne risente, anzi, si avvantaggia per il
peso davvero contenuto di tutto il sistema di ripresa.
Le tecnologie del Nikkor AF-S 70-300mm f/4.5-5.6 il G IF-ED VR
Questo obiettivo si avvantaggia di una progettazione moderna che gli consente di integrare le principali evoluzioni tecnologiche offerte da Nikon.
| SIC (Super Integrated Coating) | |
| Nikon utilizza un esclusivo trattamento antiriflesso multistrato sulle lenti per aiutare a ridurre le immagini fantasma e i flare ad un livello trascurabile.Il trattamento SIC opera su un un’estensione di lunghezze d’onda più ampio rispetto ai trattamenti standard, migliorando sensibilmente il bilanciamento cromatico. Questo sistema offre i migliori risultati con gli obiettivi dotati di un numero rilevante di lenti, come appunto lo zoom Nikkor AF-S 70-300mm f/4.5-5.6 il G IF-ED VR. Lo speciale trattamento inoltre è calcolato per offrire le massime prestazioni con il tipo di lente e di vetro utilizzato, affinché l’insieme del gruppo ottico mostri il classico bilanciamento cromatico tipico delle ottiche Nikkor. | |
| ED (Extra Low dispersion) | |
| Nikon ha sviluppato lenti ED per progettare obiettivi con una nitidezza superiore e una migliore correzione cromatica, minimizzando le aberrazioni cromatiche che affliggono gli obiettivi di lunga focale. L’aberrazione cromatica si presenta come una dispersione di colore che avviene quando i raggi di luce di varie lunghezze d’onda attraversano un vetro ottico. Si tratta di un problema fisiologico degli obiettivi a lenti. In passato la correzione di questo problema richiedeva l’utilizzo di sistemi ottici speciali basati anche su cristalli a dispersione anomala come quelli alla fluorite di calcio che, tuttavia, è sensibile ai cambiamenti di temperatura, è igroscopica e tende a scheggiarsi facilmente. La soluzione sviluppata da Nikon si basa invece sui vetri ED che offrono i benefici dei cristalli alla fluorite di calcio, ma senza i limiti che la contraddistinguono. Dall’introduzione dei primi vetri ED, Nikon oggi ha la possibilità di utilizzarne diversi modelli, sviluppati con caratteristiche ottiche diverse tra loro, per meglio adattarsi ai molteplici schemi ottici degli obiettivi. Il Nikkor AF-S 70-300mm f/4.5-5.6 il G IF-ED VR ne utilizza due nel suo schema ottico. | |
| IF (Internal Focusing) | |
| La messa a fuoco avviene spostando le lenti dell’obiettivo verso l’esterno man mano che si vuole mettere a fuoco un oggetto posto più vicino dell’infinito. La soluzione utilizzata da Nikon prevede invece il solo spostamento di un gruppo di lenti interne all’obiettivo. Ciò permette di non modificare il bilanciamento dell’ottica durante le fasi di focheggiatura e rendere quest’ultima anche molto più veloce sia in manuale che tramite l’Autofocus della fotocamera. | |
| D (Distance information) | |
| Gli obiettivi “D” informano la fotocamera della reale distanza soggetto/fotocamera ricavata dal sistema AF per permettere di utilizzare alcune funzioni evolute come il sistema esposimetrico Color Matrix 3D e l’utilizzo del flash in modalità Multi-Sensor Balanced Fill-Flash. | |
| G (Type G) | |
| Come gli obiettivi “D”, anche i modelli G informano la fotocamera della rilevata distanza soggetto/fotocamera ricavata dal sistema AF ma si distinguono da questi ultimi per l’assenza della ghiera meccanica del diaframma in prossimità dell’innesto a baionetta. Gli obiettivi G possono essere utilizzati solamente dalle fotocamere che consentono il controllo elettrico del diaframma come in tutte le Reflex digitali DSLR e le più recenti reflex a pellicola. | |
| SWM (Silent Wave Motor) | |
| Questa sigla identifica gli obiettivi dotati di sistema di messa a fuoco basata su speciali motori incorporati nell’ottica che permettono di muovere in maniera silenziosa, precisa, veloce e con limitata inerzia il gruppo ottico dedicato alla focheggiatura. Gli obiettivi dotati di questo sistema si identificano anche per la presenza della sigla AF-S incisa in oro sul barilotto. | |
| M/A (M/A mode) | |
| Tutti gli obiettivi AF-S possono essere utilizzati nella modalità di messa a fuoco M/A, che permette di passare istantaneamente dalla modalità autofocus a quella manuale senza ritardi, anche durante le operazioni di messa a fuoco automatica e senza curarsi della modalità di messa a fuoco automatica prescelta. | |
| VR (Vibration Reduction) | |
| Questo innovativo sistema di riduzione delle vibrazioni minimizza l’effetto del mosso causato da involontari movimenti impressi dal fotografo alla fotocamera durante lo scatto decentrando, in senso opposto al movimento, un gruppo di lenti apposite. I primi sistemi proposti da Nikon garantivano un guadagno di circa tre stop. La seconda generazione, montata sul Nikkor AF-S 70-300mm f/4.5-5.6 il G IF-ED VR porta il guadagno a circa 4 stop. Entrambe le versioni riconoscono automaticamente l’inizio di una foto scattata in panning -dove il movimento di spostamento lineare impresso alla fotocamera è volontario- e disabilitano la correzione sull’asse interessato. Le più recenti versioni VR II non cambiano il logo identificativo che resta indicato sul barilotto con la dicitura VR. | |
Uno sguardo da vicino
L’ottica appare di costruzione massiccia, pur contenendo il peso sotto gli 800 grammi. Non siamo di fronte alla robustezza delle ottiche luminose professionali come lo zoom 70-200mm f/2.8G ED-IF AF-S VR Zoom-Nikkor ma nemmeno vicine alle ottiche entry-level come l’interessante 55-200mm f/4-5.6 AF-S VR DX Zoom-Nikkor.
Gran parte del barilotto dell’obiettivo, lungo complessivamente 144mm, è caratterizzato dalla presenza della grossa ghiera per la zoomata, ricoperta in gomma tassellata, come da tradizione Nikon, e sufficientemente fluida lungo tutta la sua escursione durante il cambio di focale. Sia la posizione frontale che l’estrema larghezza facilitano il lavoro del fotografo che può bilanciare meglio il sistema obiettivo/fotocamera e avere al contempo un presa salda e senza incertezza della propria attrezzatura
Immediatamente dietro all’ampia ghiera dello zoom vi è quella per la messa a fuoco manuale. In verità questa non si utilizza mai per questo scopo, ma è utile, in certe occasioni, per apportare veloci ed immediate variazioni al fuoco, permesse dalla tecnologia M/A dei motori AF-S, durante le fasi di messa a fuoco automatica. Inoltre la lente frontale non ruota durante le fasi di messa a fuoco, rendendo semplice l’utilizzo di filtri polarizzatori.
La finestrella delle distanze di messa a fuoco (sempre espresse in forma metrica e anglosassone) non indica i riferimenti per la profondità di campo, un elemento comunque poco utile per le focali tipicamente tele coperte da quest’ottica caratterizzate da una estensione delle zone nitide davvero limitate ma mostra la correzione da apportare al fuoco per le immagini riprese in luce IR alla focale di 70mm.
In dotazione viene fornito l’indispensabile quanto utile paraluce HB-36 con innesto a baionetta. Si tratta di un modello a corolla, molto ben dimensionato, ma ovviamente ottimizzato per l’angolo di campo massimo offerto dall’accoppiata di quest’ottica a corpi reflex a pellicola o digitali FX. Per tutte le fotocamere DX avrebbe potuto utilizzare un paraluce ancora più efficiente e lungo, ma inutilizzabile, a causa della vignettatura che causerebbe, con le altre fotocamere con cui è compatibile questo obiettivo. Vedremo più avanti che questo aspetto non influirà minimamente sulle prestazioni nei controluce.
L’attacco di tipo G si riconosce per l’assenza completa del vecchio anello dei diaframmi, di norma posizionato in prossimità della flangia d’attacco dell’ottica. Da sottolineare la realizzazione in metallo dell’attacco per la baionetta Nikon. Il diaframma è di tipo a 9 lamelle arrotondate per garantire una elevata qualità dello sfocato.
Sul barilotto dell’obiettivo sono presenti tre selettori.
Il primo, partendo dall’alto, consente di disattivare la messa a fuoco automatica, il secondo attiva la funzione VR di stabilizzazione ottica ed, infine, l’ultimo selettore consente di passare dalla modalità normale a quella attiva, utile per le riprese fatte da mezzi in movimento come su barche, auto ecc…
L’AF-S 70-300mm incorpora un sofisticato sistema di riduzione delle vibrazioni denominato VR. Si tratta di una particolare tecnologia, presente in questo obiettivo per la prima volta nella versione di seconda generazione “II” che, secondo i sistemi di misurazione Nikon, consente di scattare a mano libera con tempi di scatto fino a quattro volte più lunghi di quelli normalmente possibili con obiettivi tradizionali sprovvisti di stabilizzazione ottica VR. I risultati di stabilizzazione che influenzano esclusivamente il movimento di ripresa e non quello della scena fotografata, possono variare da persona a persona ma facilmente verificabili su tempi di posa che ognuno considera personalmente critici, in base alla focale in uso.
Al lato pratico significa poter utilizzare un obiettivo come se avesse una luminosità di quattro stop più elevata; nello specifico, a 300mm f/5.6, questo zoom potrebbe essere equiparato ad un tele con la medesima focale ma con apertura pari a f/1.4! Ovviamente tale luminosità è solo teorica, perché effettivamente l’obiettivo rimane un f/5.6 alla massima focale, ma grazie al sistema di riduzione delle vibrazioni si può, con alcune precauzioni durante lo scatto, fotografare con tempi lenti, senza che il mosso rovini irrimediabilmente la posa. È bene ricordare nuovamente che un obiettivo stabilizzato, potrà unicamente ridurre le vibrazioni generate dal fotografo durante lo scatto, e non gli eventuali movimenti del soggetto. Questo aspetto ci aiuta a comprendere che sarà più facile ancora adottare obiettivi stabilizzati per fotografare con tempi lenti quando si desidera “congelare” volontariamente, in un singolo fotogramma, un significativo movimento.
Il sistema VR adottato da Nikon non pregiudica la qualità del risultato in quanto il sistema ottico in movimento durante la stabilizzazione dell’obiettivo, si porta sempre perfettamente in asse un attimo prima dell’effettiva apertura dell’otturatore. Ciò consente una maggiore costanza di qualità ai bordi (se il movimento ancora in atto durante lo scatto non costringe il decentramento ad un forte spostamento laterale) e porta anche ad un altro vantaggio: il sistema VR può intervenire in tutte le direzioni anche durante lo scatto in quanto non verrà quasi mai a trovarsi a fine corsa nei suoi movimenti.
Nikon consiglia di disattivare la funzione VR quando si collega la fotocamera ad un treppiede; dalle mie prove, (come già avvenne per il 18-200mm VR non ho evidenziato controindicazioni a lasciare il sistema attivo, anche se non ho ottenuto neppure vantaggi visibili, per cui il consiglio di disattivarlo durante le riprese effettuate da un supporto stabile permette di risparmiare preziosa energia delle batterie ed evitare possibili errate interpretazioni di movimento.
Il sistema VR funziona con i corpi Nikon F6, F5, F100, F80, F75, F65, e tutta la serie digitale DSLR.
Lo schema ottico composto da 17 elementi in 12 gruppi con due lenti in vetro ED assicurano prestazioni elevate. Ottimo il trattamento antiriflesso che riesce a contenere flare e riflessi parassiti anche con forti luci direttamente nel fotogramma.
L’escursione focale
70 mm
100 mm
135 mm
200 mm
300 mm
Durante la zoomata, l’ottica aumenta le proprie dimensioni ma in maniera limitata e non tale da produrre variazioni nel bilanciamento complessivo dell’ottica. La rotazione della ghiera è piuttosto fluida e ben frizionata.
Non siamo di fronte a escursioni focali da primato, ma sufficiente per mantenere elevata la qualità su tutto il campo di focali coperto.
Prendendo come riferimento la sequenza precedente, in questo ingrandimento è possibile osservare la quantità di dettagli accessibile alla massima focale, raffrontata a quella di 70mm dello zoom. Occorre tener conto quando si fotografa paesaggi con lunghe focali che la massa d’aria attraversata può presentarsi con varie temperature, ognuna caratterizzata da un indice di rifrazione diverso, che può degradare notevolmente le prestazioni che un’ottica in teoria sarebbe in grado di ottenere. Osservando attentamente l’immagine di sinistra si nota in alcuni punti come l’immagine stesse ribollendo; in queste situazioni ovviamente non si possono eseguire immagini per comprovare l’effettiva qualità di un obiettivo.
Le condizioni migliori, di norma, si hanno in prima mattinata, quando il sole non ha ancora scaldato l’aria e non si sono generati ancora flussi di correnti d’aria calda. Da evitare assolutamente le strisce d’asfalto.
La qualità in pratica
Un obiettivo può essere bello, compatto, versatile ma se la qualità non è all’altezza il suo scopo viene meno. Il Nikkor AF-S 70-300mm f/4.5-5.6 il G IF-ED VR si è dimostrato un progetto ottimamente riuscito. Un obiettivo dal costo abbordabile che consente prestazioni ottiche fino a qualche tempo fa campo esclusivo di costose ottiche fisse; ovviamente ha qualche limite, ma ciò non pregiudica il giudizio estremamente positivo che mi son fatto.
Partiamo dalla vignettatura. Le ottiche zoom spesso soffrono di una caduta di luce ai bordi sensibile. Nel caso del 70-300 VR invece, grazie anche all’utilizzo di un gruppo ottico ben dimensionato (il diametro filtri è di 67mm) mentre la focale di 300mm con rapporto focale f/5.6 richiederebbe, in teoria, solo 54mm di apertura per la lente frontale, contro gli oltre 60mm utilizzati da Nikon in questo obiettivo. Ciò ha consentito di contenere in maniera egregia la vignettatura. Dalle prime prove che ho fatto non riuscivo a distinguere quali immagini avessi ripreso a tutta apertura e quali invece diaframmando l’ottica.
L’uniformità del fotogramma è davvero ottima. Per poter mostrare qualcosa di tangibile, ho preso gli scatti che ho eseguito e ho eseguito uno stretching piuttosto pesante con il software Capture NX per aumentare notevolmente il contrasto della scena e rendere visibile le differenze tra le immagini riprese a tutta apertura e quelle invece con l’ottica diaframmata; malgrado questo, soprattutto alle focali corte, come 70mm, la differenza risulta difficile da cogliere.
Questo ottimo comportamento deriva dal progetto ottimizzato per il formato 24×36. Utilizzando l’obiettivo su un corpo reflex DX si sfrutta solo la parte centrale del fotogramma, di norma meglio corretto.
Sul piano della nitidezza possiamo contare su uno schema ottico composto da ben 17 elementi in 12 gruppi con l’utilizzo di due lenti in vetro ED. Il Nikkor AF-S 70-300mm f/4.5-5.6 il G IF-ED VR offre prestazioni elevatissime a qualsiasi diaframma da 70mm a 200mm, oltre il quale la nitidezza scende un poco ma si mantiene su livelli eccezionalmente elevati.
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Visti i risultati a 300mm, la focale meno riuscita di quest’ottica, mi pare francamente inutile mostrare i risultati di cui è capace questo 70-300mm sotto i 200mm. A 70mm è tagliente come un rasio e mantiene questa sua caratteristica fino ad oltre i 135mm, oltre il quale diventa semplicemente un’ottica normale, ottimamente corretta, ma nella norma; sveste i panni di un’ottima focale fissa e riprende il suo posto tra gli zoom di alta qualità. Molto corretta anche l’aberrazione cromatica laterale e la correzione generica del cromatismo. Capture NX è un software insostituibile per recuperare qualche limite delle ottiche, ma nel caso di questo zoom deve lavorare davvero poco. Ho faticato a trovare un’immagine che mostrasse qualche segno di aberrazione ottica significativa da mostrare. Occorre riprendere oggetti ad elevato contrasto e solo a determinate focali per mettere alla sbarra un’ottica del genere. Io ci sono riuscito solo a 300mm a tutta apertura con questa immagine:
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Nel complesso l’ottica mostra anche un contrasto elevato, pur con le 17 lenti che la luce deve attraversare per raggiungere il sensore o la pellicola; sintomo di un trattamento antiriflesso efficacissimo. In effetti osservando l’ottica frontalmente sembra, in certi casi, non avere nemmeno le lenti da quanto queste sono trasparenti. Sono inclinandolo in certe posizioni è possibile osservare la differente cromia data dal trattamento antiriflesso multistrato.
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Per quanto riguarda la distorsione, l’obiettivo esibisce soltanto un leggero barilotto a 70mm che si trasforma, man mano in appena accennata distorsione a cuscinetto verso la focale maggiore. Aspetti gestibili con l’apposita funzione del software Capture NX.
L’autofocus
Lo zoom Nikkor AF-S 70-300mm f/4.5-5.6 il G IF-ED VR utilizza motori di messa a fuoco ad ultrasuoni come tutte le più recenti realizzazioni Nikon. I vantaggi di una simile soluzione sono molteplici. Innanzi tutto ogni obiettivo può essere dotato del motore più adatto a spostare le proprie lenti; è giusto che un 50mm abbia un motore più piccolo e leggero di un super tele da 400mm f/2.8. Inoltre i motori AF-S possono essere corretti manualmente in qualsiasi momento anche durante le operazioni di autofocus; ciò dà una libertà maggiore al fotografo che non deve disabilitare il sistema AF per poter effettuare delle libere correzioni alla messa a fuoco.
Gli zoom per tradizione sono obiettivi che nelle operazioni di messa a fuoco non brillano mai particolarmente anche se riescono a svolgere ottimamente il loro compito. Ancora una volta però questo Nikkor AF-S 70-300mm f/4.5-5.6 il G IF-ED VR mi ha stupito. Mi sono concesso qualche pomeriggio di caccia fotografica in giro per la Lombardia, cercando di verificare e prendere confidenza con questa ottica.
Certo, il corpo reflex mi ha dato una mano in quanto l’autofocus della Nikon D200 è piuttosto evoluto e consente una risposta veloce e precisa appena si inquadra un soggetto, anche se questo è in movimento; ma lo zoom ha saputo tradurre gli input trasmessi dalla fotocamera con rapidità e precisione sorprendente. Impostando l’autofocus della fotocamera sulla modalità AF-C è stato relativamente facile tener centrato e perfettamente a fuoco animali in corsa o uccelli in volo. Davvero ottimo!

Cerbiatti in corsa. Nessun problema per il Nikkor AF-S 70-300mm f/4.5-5.6 il
G IF-ED VR anche durante i repentini cambi di direzione dei due giovani ungulati.
Per mettere alle strette i motori AF-S dell’obiettivo avrei dovuto forse cercare qualche animale più veloce, ma ghepardi in Lombardia ormai se ne trovano pochi in libertà.
Per gli uccelli di grossa taglia, il cui volo è di norma piuttosto lento e uniforme,
è un invito a nozze per il 70-300mm VR; davvero tutto troppo facile.
Una volta agganciata la testa dell’airone con l’AF della fotocamera, anche se le ali coprono momentaneamente il soggetto, la fotocamera non si lascia ingannare.
Questo, di certo è merito del corpo e non dell’obiettivo, ma a quest’ultimo va un
plauso per la funzione VR durante i panning; molto semplici da eseguire.
Lo sfocato
Le ottiche zoom non sono certo famose per la loro qualità dello sfocato. Spesso l’utilizzo di schemi ottici complessi portano, come contro parte, ad una resa delle zone fuori fuoco meno piacevoli e morbide rispetto ad ottiche fisse.
Valutare comunque uno sfocato non è facile poiché intervengono molti fattori esterni che possono variare il risultato, primo fra tutti il gusto e la sensibilità di chi giudica, senza contare la tecnologia e la tipologia di stampa utilizzata. Ma anche il rapporto di ingrandimento da prendere in riferimento oltre al livello di contrasto della scena o colori della stessa, portano a risultati anche molto differenti e quindi difficili da valutare nella loro globalità.
Detto questo, e dalle migliaia di immagini che ho scattato con quest’ottica, posso tranquillamente sostenere che lo sfocato di questo zoom è buono, certo non morbido e pastoso come alcune ottiche fisse che utilizzo ancora oggi proprio per questa loro caratteristica peculiare; ma certo il fuori fuoco del Nikkor AF-S 70-300mm f/4.5-5.6 il G IF-ED VR non è da evitare…
…tutt’altro!
Macro, un plus da non dimenticare
Gli zoom macro non sono certo una novità; però spesso ci si dimentica delle possibilità offerte da un’ottica tuttofare in questa particolare disciplina. Premetto subito che le prestazioni di una vera ottica macro sono indubbiamente superiori, parlo, per esempio, dell’ottimo Micro Nikkor 105mm f/2.8 AF-S VR N ED; ma ciò nonostante la qualità rimane più che soddisfacente, e pienamente sfruttabile per immagini da cogliere al volo.
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Il Nikkor AF-S 70-300mm f/4.5-5.6 il G IF-ED VR ha una messa a fuoco minima di circa 1,4m che alla focale massima di 300mm corrisponde ad un campo effettivo inquadrato di 10cm sul lato lungo del fotogramma. La messa a fuoco minima non cambia al variare della lunghezza focale impostata, quindi il maggior ingrandimento lo si ottiene alla massima focale.
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Ecco come appare il diverso rapporto di ingrandimento alla distanza minima di messa |
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Il solito confronto
Perché acquistare il 70-300mm VR?
Nikon ha diversi altri obiettivi simili che potrebbero svolgere lo stesso compito. Servono davvero quei 100mm in più che lo differenziano dai classici 18-200mm VR e 55-200mm VR?
Il 70-300mm VR è più grosso e costoso del 55-200mm e ha un’escursione focale molto più ridotta del 18-200mm VR, quindi che vantaggi può dare?
Innanzi tutto qualitativamente parlando quest’ottica è addirittura superiore alle due sopra citate e a differenza del 18-200mm VR, ha un campo d’uso più specifico, non è quindi un’ottica universale ed è per questo meglio ottimizzata nel campo delle focali coperte, limitando così il compromesso, seppur di elevata qualità, resosi necessario per il 18-200mm VR. Continuo per cui il raffronto con l’altra ottica che potrebbe essere l’alternativa del 70-300mm, ovvero il piccolo ed economico 55-200mm VR.
Qualitativamente sono due ottiche assolutamente valide ma il 70-300mm mostra qualche punto in più. La costruzione meccanica è superiore e anche il paraluce sembra essere meglio ottimizzato. Le generose dimensioni, se da un lato possono risultare d’impaccio, offrono però un contenimento della vignettatura praticamente totale sul formato DX, a differenza invece dello zoom dall’escursione focale più ridotta. Da premiare infine la possibilità di intervento manuale in autofocus AF-S, cosa invece preclusa nel modello 55-200mm anch’esso dotato di motore Silent Wave.
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Ancora il Nikkor AF-S 70-300mm f/4.5-5.6 il G IF-ED VR a diretto confronto con |
Conclusioni
Questo obiettivo ha funzionato per diverso tempo e nelle situazioni più disparate senza mostrare punti deboli evidenti. La costruzione meccanica si è rivelata sopra le aspettative, con un movimento, magari migliorabile nelle fluidità, ma sempre preciso e sicuro; un aspetto che infonde fiducia al fotografo, anche dopo mesi d’utilizzo.
È abbastanza voluminoso, ma per questo non è ingombrante e il peso inferiore agli 800 grammi lo rendono utilizzabile senza problemi a mano libera; manca infatti il classico collare per il treppiede, ma grazie alla presenza del sistema VR di seconda generazione, all’autofocus veloce e alle ottime performance ottiche anche a tutta apertura, questo 70-300mm deve essere utilizzato a mano libera.
Il VR funziona molto bene, e come sensazione, poiché è difficile valutare oggettivamente un sistema di riduzione delle vibrazioni, pare funzionare meglio di quello implementato nel 55-200mm VR. È un ottimo complemento all’ottica standard 18-70mm o 18-55mm; perde invece di appeal nel caso si possegga già un 18-200mm VR, anche se nel range compreso tra i 135mm e i 300mm questo obiettivo lavora ancora meglio. L’autofocus è preciso e veloce e può essere corretto manualmente in qualsiasi momento.
Lo trovo un complemento ideale alla caccia fotografica e alla fotografia naturalistica in genere; è ottimo per i paesaggi e non è affatto male nemmeno come tele da ritratto. È più leggero dei classici 80-200mm f/2.8 non stabilizzati ma offre le stesse ottime prestazioni con un range di focali ancora più esteso.
Esternamente forse richiama un po’ da vicino le realizzazioni più economiche, parlo delle gomme e delle plastiche utilizzate; ma ciò riguarda solo le coperture, mentre per l’interno questo obiettivo fa largo uso di metallo, a partire dalla baionetta di innesto. Alla lunga comunque questo obiettivo si è dimostrato più solido di quanto possa apparire ad una prima occhiata, e anche il peso lascia intuire che all’interno celi meccanismi di qualità elevata. È un’ottica che può essere utilizzata tranquillamente a tutta apertura senza particolari limiti ottici.
Un obiettivo quindi con un campo d’uso ben delineato, ma anche dalle prestazioni elevate abbinate ad un prezzo che, seppur non da entry level, permette di essere alla portata di tutti i fotografi in cerca dei migliori rapporti qualità/prezzo; con un occhio di riguardo soprattutto alla qualità!















































28 Ottobre 2008 a 09:33
Ciao.
Come tanti, mi appresto anch’io ad abbandonare la mia F80 per passare al digitale, probabilmente alla nuova D90. Cercando informazioni sugli obiettivi offerti dai vari bundle, sono capitato su questo tuo interessantissimo articolo, restando sorpreso per le qualità di questo obiettivo.
A questo punto direi che l’accoppiata vincente potrebbe essere l’AF-S DX 16-85 mm f/3.5-5.6G ED VR e questo AF-S DX 70-300 mm f/4.5-5.6 IF-ED VR. Cosa ne pensi?
Ti ringrazio per gli eventuali consigli e complimenti per il tuo blog.
Saluti
Salvo
30 Ottobre 2009 a 21:21
Anche io penso sia una buona scelta, come te anche io o D90, 16-85 e prenderò questo gioiellino di un 70-300 VR! : D
28 Ottobre 2008 a 12:21
Penso che sia un’ottima soluzione…a livello amatoriale è una combinazione eccellente.
3 Gennaio 2009 a 11:18
Ciao,
volevo solo farti i Complimenti per l’articolo del Test, minuzioso.
Grazie
4 Gennaio 2009 a 14:13
Ciao, sono un felice possessore da un paio di mesi di nikon d60 e obiettivo AF-S DX 16-85 mm f/3.5-5.6G ED VR. Sto valutando l’acquisto di uno zoom 70-300 per completare l’attrezzatura e ho visto la tua prova che mi ha tolto ogni dubbio. Complimenti per l’impostazione e realizzazione del servizio.
Grazie e ciao!
27 Gennaio 2009 a 16:49
Complimenti,
Stavo per valutare l’acquisto del 70-300 per la mia piccola D60.
Faccio caccia fotografica e paesaggi. La tua recensione è molto precisa e mi ha dato una mano nella decisione d’acquisto…ebbene si! lo compro. GRAZIE
5 Febbraio 2009 a 13:06
ciao! Ho 2 corpi macchina 1 d200 e 1 d300 nikon volevo accoppiare questo ottimo 70-300vr sulla d300 e il mio 12 24 tokina f4 alla d200.Potrebbe essere una buona combinazione? Perderei le focali 24 35 50 ma sono molto “estremista” o tutto o niente quindi credo che sia una buona combinazione..Ho anche un 24-70 2.8(sigma) e un 50 1.8(nikon) quindi coprirei comunque tutte le focali.. (..oltre al tuttofare 18-200vr nikon in caso di battaglia..
) Come ottiche di partenza per il reportage dovrebbero andare bene se poi sul posto serve un cambio butto sotto le altre..che ne pensi? Ti saluto , ti ringrazio anticipatamente e i miei piu’ sentiti complimenti per l’articolo.
Daniele
20 Febbraio 2009 a 09:52
Ciao, scusa il ritardo ma ultimamente ho avuto vari problemi…Direi che il tuo corredo è ottimo sotto tutti i punti di vista: eccellenti corpi macchina, ottime ottiche. In effetti c’è chi preferisce i vari 17-55 o giù di li per il reportage, ma è questione, come in tutte le cose, di gusti e attitudini personali. Qualcuno ama “entrare” nel soggetto con il grandangolo, qualcuno preferisce cogliere particolari con i tele…tu puoi fare tutto questo a anche velocemente. Grazie a te
4 Aprile 2009 a 07:59
voglio comprare una d90 con un vr 70-300 ma sul corpo principale quale obbiettivo e’ meglio combinare? Un 18-105 un 18-55 o che?
grazie da una neofila
ciao daniela
6 Aprile 2009 a 08:30
Ciao Daniela, scusami il ritardo nella risposta ma ho avuto una fine settimana pieno….Tra le due ottiche preferirei il 18-55 leggermente migliore otticamente. Comunque ottima scelta!!!
11 Aprile 2009 a 18:27
Ciao, volevo ringraziarti per questo articolo, hai dato tutte le risposte che cercavo ma non riuscivo a trovare. Io attualmente ho preso da poco una D80, abbinata ad un 18-135mm nikkor senza VR, e devo dire che anche a piena focale riesco a fare foto abbastanza ferme, adesso penzavo di espandere la zummata con il NIKON 70-300mm f/4.5-5.6 VR II, ed immagino che verranno foto spettacolari. Ti ringrazio per avermi tolto ogni dubbio che avevo!
Grazie
11 Aprile 2009 a 20:08
Prego, figurati!!!
5 Maggio 2009 a 22:28
Ciao, mi chiamo Claudio e possiedo una Nikkon d-700,ho letto la tua recensione sull’ obiettivoNIKON 70-300mm f/4.5-5.6 VR II ,sembra un obiettivo molto interessante con un buon rapporto qualità/prezzo, e volevo farti una domanda se possibile.Questo obiettivo secondo te,può essere adatto per fare fotografie teatrali senza l’ ausilio del flash?
Te lo chiedo,perchè mi appassiona molto questo tipo di foto, ma non mi posso ancora permettere obbiettivi fissi o con zoom a f2,8 perchè veramente molto cari, comunque non disdegno le foto di natura e animali,lo so che forse qusto tipo di obiettivo non è luminosissimo, ma mi sembrava un buon compromesso x iniziare a farmi le ossa come fotografo professionista su vari tipi di foto(teatro-matrimoni-ritratti-natura-animali).
Grazie in anticipo x la tua risposta…
A presto…
Claudio.
6 Maggio 2009 a 06:44
Ciao Claudio. Per “farsi le ossa” il 70-300 può andare bene ma è sicuramente poco luminoso. Certo la stabilizzazione aiuta (un paio di stop) quindi alla fine è come lavorare con un 300 f 2.8. Tenendo conto oltretutto che la d700 ha valori di rumore eccellenti potrai lavorare a 1600 ISO con ottimi risultati. Ti consiglio comunque appena potrai il passaggio ad ottiche più luminose: non è solo questione di stabilizzazione ma anche di qualità intrinseca delle ottiche luminose. Ps. per i matrimoni vedo l’ottica un pò lunghetta, molto meglio un 24-70 o giù di li. Ciao
7 Maggio 2009 a 22:13
Grazie di cuore per la tua esauriente risposta…
A presto…
Claudio.
16 Maggio 2009 a 23:24
recensione dettagliatissima! grazie davvero!
12 Giugno 2009 a 23:59
ciao mi chiamo salvatore e volevo farti i complimenti per il tuo blog.
io ho una nikon D60 che mi è stata regalata con un ottica 18-55 e vorrei passare a qualcosa di più grossa e luminosa, girando un po mi sono innamorato del 70-200 /2.8 ma è troppo costoso.
ora leggendo il tuo articolo pensovo di prendere il 70-300
visto che qualità prezzo è ottima,tu hai altri consigli??
17 Giugno 2009 a 13:39
Ciao Salvatore. Scusa il ritardo nella risposta me ultimamente sono parecchio impegnato!!! Il 70-300 è molto adatto alla tua D60 e da molto per quello che costa. Te lo consiglio vivamente. Alternative possono essere i Sigma, anche se personalmente preferisco il Nikon. A presto
25 Luglio 2009 a 21:41
Possiedo la D90, sono nel dubbio tra la scelta del 70-300 e il Sigma 70-200 f2,8 APO:
Il Sigma è pesante e ingombrante ma luminoso, forse per questo non serve il VR e costa un pò di più;
Il Nikon è meno luminoso, ma ha il VR, inoltre è meno pesante e meno ingombrante….
come focale mi basterebbe arrivare a 200
Se mi illumini….GRAZIE,
Stefano
26 Luglio 2009 a 10:29
Cercherò di “illuminarti”….le due ottiche sono concettualmente diverse: una è se vogliamo più amatoriale ( non tanto come qualità ottica ma come costruzione) la nikon, l’altra più “professionale” il sigma. E’ d’altronde vero che la stabilizzazione aiuta (ci guadagni 2-3 stop effettivi), ma e anche vero che un vetro 2,8 aiuta l’autofocus a lavorare meglio…se ne dimenticano in tanti di quest’aspetto. Ti propongo anche l’alternativa Tamron SP AF70-200mm f/2.8 Di LD…un’ottima ottica che costa all’incirca come il Sigma. Concludendo: se non hai particolari problemi di budget e peso da portarti appresso io acquisterei il Sigma oppure il Tamron (da moltissimo per quello che costa). Spero di averti “illuminato”
29 Luglio 2009 a 08:34
Buondì. la tua ultima risposta a Stefano mi ha riportato a zero nella decisione da prendere. Ho una D80 e la uso prevalentemente quando vado in giro per il mondo (sono in pensione…), quindi faccio prevalentemente foto “al volo”: non solo animali in movimento ma anche espressioni umane e paesaggi. Ho (ancora) la mano ferma, ma il Vr 70-300 mi stuzzicava ed era la prima scelta. Ma poi tu mi parli del Tamron 70-200 (non VR ma col 2,8) ed ora sono ritornati i dubbi. Certo il peso non è indifferente ma avendo anche un Sigma 170-500 (usato per riprendere al volo Albatri e balene), l’idea di fermarmi al 200 non mi dispiace. Hai per caso testato questo Tamron? Grazie e complimenti per l’articolo sul 70-300 Nikon
3 Agosto 2009 a 12:22
No purtroppo non ho ancora avuto l’occasione di testarlo, ma da info avute da gente che l’ha provato ti posso assicura che da molto per quello che costa. Avendo poi tu già il 170-500 sarebbe degno complemento. Certo quando vedrai la sua resa ti verrà qualche dubbio sul 170-500… ma è la vita….ciao!!!!!!
14 Agosto 2009 a 13:42
Ciao Roberto,
Complimenti per il tuo da articolo, davvero completo ed esaustivo, talmente convincente che ha sciolto ogni mio dubbio e mi ha convinto a fare l’ acquistone; sono in attesa dell’ ottica che dovrebbe arrivare la prossima settimana.
Posseggo un D90 e mi reputo un paesaggista (infatti con il mio fisheye 10.5mm mi diverto un mondo) ma ultimamente mi è venuto il pallino dello zoom, ho già un 80-200 comprato di seconda mano per poche lire che avevo abbinato alla mia vecchia F70 ma non è mai scattato l’ amore, raramente finiva nella borsa della macchina fotografica.
Detto ciò volevo sapere se per caso sei ferrato anche sui moltiplicatori di fuoco mi solleticava l’ idea di abbinare il 70 300 a un Teleconvertitore NIKON TC 17E II.
Cosa ne pensi?
Grazie mille
Alessandro
24 Agosto 2009 a 07:06
Ciao Ale, scusa se ti rispondo solo adesso ma sono appena tornato da un viaggio. Non ti consiglio l’utilizzo dei duplicatori sugli zoom. A parte la perdita di qualità sussiste anche una certa perdita di precisione e sensibiltà del sistema AF della macchina. Tieni ance conto che 300 mm sulla tua D90 con sensore a fattore 1,5x diventa un 450 mm che non è poi poco!!!! Complimenti per l’acquisto. Conosci e impara bene la tua nuova ottica e vedrai che ti darà parecchie soddisfazioni.
17 Agosto 2009 a 06:54
Ciao e complimenti dell’articolo! Finalmente condensati in una pagina web considerazioni e fatti oggettivi comprovati su campo da una persona competente ed appassionata, davvero complimenti!
Vorrei un consiglio, ho una D200 con il classico 18-70 Dx e vorrei un Tele da usare soprattutto in montagna. A me piace molto anche il ritratto, quello spinto che sfoca lo sfondo per intenderci ed un 70-300 VR mi piacerebbe proprio tanto. Ho visto che Nikon (anche da te menzionato) propone un più economico (molto più economico) 80-200 VR. Credi possa essere sifficiente per i miei intenti oppure è un ripiego del quale prima o poi mi pentirò ?
Grazie infinite,
Enrico.
24 Agosto 2009 a 07:00
Ciao Enrico, scusa il ritardo della mia risposta ma ero in viaggio. Tra i due sicuramente molto meglio il 70-300 che ti consiglio vivamente. Spendi poco di più ma hai molto di più.
25 Agosto 2009 a 12:24
complimenti per l articolo che offre spunti per tutto il mondo del digitale.TI pongo un quesito:ho un polar camlink che sul 16-85 non dà alcun problema ma sul 70-300, pur dandomi ok la reflex d40x la messa a fuoco, non permette il focus sia in auto e che in manuale, senza non ci sono problemi;visto che su un altro 70-300 di un mio amico il polar hoya ,in questo caso, non dava problemi a cosa imputeresti questo problema?
Sul mio corredo ,16-85 e 70-300, quale altra reflex digitale mi consiglieresti?
ciao, grazie e a presto
25 Agosto 2009 a 12:59
Ciao Riccardo. Partendo dal presupposto che il tuo filtro sia un pola circolare (altrimenti il sistema AF può avere grossi problemi di funzionamento) i motivi potrebbero essere ricondotti semplicemente ad un assorbimento di luce sul sensore AF dovuto alla presenza del filtro. Essendo il 70-300 uno stop piu chiuso del 16-85 si spiegherebbe anche perchè quest’ultimo non presenta problemi (anche se ho qualche dubbio su questo punto). Il tuo pola assorbe un paio o più di stop, che sul sistema AF non recentissimo della tua 40 può dare sicuramente fastidio. Ruotando il pola fino per minimizzare il suo intervento probabilmente anche il 70-300 potrebbe funzionare ma mi rendo conto che tutto questo va a discapito della praticità: dovresti mettere a fuoco, memorizzare/bloccare la stessa maf e quindi ruotare il pola per graduarne l’intervento!!!Fossi in te sostituirei il tuo pola con un Hoya, B+W, Cokin o Kenko … penso anzi sono sicuro che le cose migliorerebbero. Riguardo alla reflex farei u piccolo sforzo per una D90, è ottima. Se proprio la trovi troppo cara una valida alternativa (non ha però, come la tua d40, il motorino af incorporato) è la nuova D5000.
26 Agosto 2009 a 08:47
Ciao e complimenti per l’articolo !! possiedo una D80 con un 18-135 , rcentemente ho acquiastato un AF-S 10-24 mm 3.5 4.5 per la mia passione di fotografare le piazze e e gli edifici. Vorrei a questo punto acquistare il 70-300 . Cosa mi consigli?
Ciao e grazie !
27 Agosto 2009 a 14:25
Ciao Silvana, ottima scelta il 10-24!!! Stai attenta alle linee cadenti. Con quelle focali riprendendo dal basso monumenti e palazzi è molto facile cadere in questi errori, a meno che tale effetto sia voluto e cercato. Con il 70-300 completeresti il tuo corredo permettendoti di isolare particolari e giocare con lo sfuocato. Altra ottima scelta!!!!
27 Agosto 2009 a 00:22
Ciao io ho una d60 con un 18-55 in dotazione con l’acquisto del corpo..
da mesi ho ordinato un 50mm 1,8 da san marino photo,ma ancora non ho ricevuto nulla…
tu mi consigli questo 70-300?
(avresti anche qualche ito dove poterlo acquistare,magari risparmiando che in un negozio?)
io sono una principiante con tanta voglia di imparare…
Grazie mille e complimenti
27 Agosto 2009 a 14:53
Ciao Rosa, Hai chiamato San Marino Photo per aver info sul tuo ordine? Fallo e fatti sentire!!! In effetti il 70-300 è una buonissima scelta che da tanto per quello che costa Dove prenderlo? In rete i prezzi variano tra i 550-580 euro. Ma io ti do un consiglio: se puoi compralo da un negoziante. Prima di tutto hai una persona con cui interfacciarti, secondo se qualcosa non va ne risponde direttamente ed eventualmente te lo sostituisce… spendi qualcosa di più ma sei più tranquilla…credimi.
3 Settembre 2009 a 18:25
Complimenti per la recensione.
Leggere questo articolo mi ha convinto del tutto ad acquistare questo obbiettivo, grazie.
Andrea
14 Settembre 2009 a 10:29
Stupendo articolo!!!! (il primo che leggo totalmente scevro da condizionamenti e realizzato con grande competenza utile a coloro che come me da poco tempo affrontano l’affascinante mondo della luce)
Scusa la necessaria premessa, e passo alla mia domanda:
dispongo di D70S con 16-85 nikon che trovo eccezionale (ho anche un 60 micro nikon che non riesco ad utilizzare per mia inesperienza), ancora sono alla ricerca del mio genere e stile fotografico, per ora sono attratto da scene paesaggistiche e particolari di piccoli borghi medievali, amo fotografare al crepuscolo e pertanto a volte fatico per riprese con scarsa luminosità, siccome ho letto in una tua risposta che un neofita dovrebbe prediligere la luminosità dell’obbiettivo ti chiedo se è il caso completare la mia gamma di obbiettivi con il 70-300 nikon.
Grazie sei molto in gamba
15 Settembre 2009 a 07:30
Ciao Gianni. Ami le scene al crepuscolo/notturne… insomma con scarsa luminosità ambiente? Nel tuo caso la soluzione è purtroppo ottiche luminose. Purtroppo perchè di solito caruccie. Il 70-300 è sicuramente una buonissima ottica ma nonostante lo stabilizzatore non può fare i miracoli. Meglio sarebbe il Tamron o il Sigma 70-200 entrambi 2,8….ma perchè non pensare al 50 normale 1.4 ? Avresti delle grosse sorprese!!! é veramente un’ottica eccellente.
18 Settembre 2009 a 22:42
Ho un importante domanda: come potrebbero ‘funzionare’ i vecchi nikkor AI 35f2 e 105f2.5 rispettivamente con la d300 o d300s o con la D700? …a parte ovviamento 1,5x con la dx… ciò che mi preoccupa è la messa a fuoco, ovviamente manuale, si, ma provandoli sulla mia attuale D80 mi trovo un diverso piano di messa a fuoco (di poco) da ciò che vedo nel mirino. -con la premessa che non sono proprio un principiante, da oltre 25 anni possiedo e uso le due ottiche, che vorrei riutilizzare pensando a una delle fotocamere sopracitate, almeno mi ritrovo l’eaposimetro e il live view. Grazie e complimenti per la Vs consulenza
22 Settembre 2009 a 08:38
Salve Graziano e grazie per i complimenti. I suoi vecchi Nikkor AI sulla d300 e d700 possono essere usati ovviamente con messa a fuoco manuale ma utilizzando l’esposimetro interno della reflex in manuale o a priorità dei diaframmi. Se poi vengono inseriti i dati dell’obbiettivo si può utilizzare anche il color matrix. Funziona anche il telemetro elettronico!!! Riguardo alla messa a fuoco direi che siamo nel caso di problemi di back o front focus, oppure una errata messa a fuoco. Il vetrino sulle recenti reflex, specialmente quelle di fascia medio-bassa, non è un granchè per fare una messa a fuoco manuale precisa.Sicuramente si troverà molto meglio con la D300/700.
25 Ottobre 2009 a 14:47
Buongiorno Egr. sig. Dacci. Voglio porle qualche quesito riguardo a delle mie scelte. Sono in procinto di abbandonare la pellicola ed un inutile compatta digitale a favore di una reflex digitale. Dopo un’accurata ricerca per quanto riguarda la refllex, la mia scelta è caduta su una NIKON D90. I miei dubbi ora sono inevitabilmente riguardo al corredo di obbiettivi da affiancare alla D90 e leggendo questa recensione qualche dubbio comincia a sparire. Il 70-300 andrebbe bene o può consigliarmi altro? E poi a completare andrebbe bene il NIKON 16-85 VR o c’è di meglio su quella fascia di prezzo? Tenga presente che a me interessa il miglior rapporto prezzo/qualità (come penso a tutti del resto), quindi che non sia NIKON va bene lo stesso. Vorrei aggiungere che gli obbiettivi se è possibile devono essere utilizzabili anche per un eventuale upgrade in futuro ad un corpo macchina full-frame tipo NIKON D700. In attesa di una eventuale sua risposta la ringrazio anticipatamente e le porgo cordiali saluti.
10 Novembre 2009 a 08:21
Mi scusi Luigi per il ritardo imperdonabile alla sua domanda ma ultimamente ho avuto vari impegni che mi hanno bloccato. Comunque se ancora non ha nel frattempo fugato i suoi dubbi le do qualche mio consiglio sperando che le sia di aiuto. Per prima cosa concordo nella scelta della D90, ottima macchina nella sua fascia di prezzo. Riguardo alla scelta delle ottiche, considerando un passaggio futuro al FF, il discorso si fa un po più complesso. Il 16-85 è sicuramente un’ottica valida ma copre solo il formato DX, cosa invece che fa il 70-300. Quindi per lo zoom lungo il 70-300 è una valida scelta, oltretutto sul FF rende ancora meglio, mentre per lo zoom grandangolare volendo stare in casa Nikon le cifre in ballo sono un poco alte. Sul FF vanno bene il 24-120 che va bene ma non è il massimo. Il 24-70 2,8 è eccellente ma molto caro. Consideri poi che il 24 sul formato DX equivale ad un 35 mm quindi un modesto grandangolare. Una buona alternativa è il Sigma 24-70 2.8, ma rimane sempre il problema della copertura grandangolare. Infatti il problema è questo pensando ad un futuro passaggio al FF. Per avere un’ottica che sia un buon grandangolo sul DX , quindi almeno un 17/18mm, compatibile sul pieno formato, bisogna spendere. Direi quindi che la soluzione migliore è quella di acquistare per il momento il 16-85 per poi al momento del passaggio al FF, dotarsi del Sigma (il Nikon è eccezionale ma caro). Un ultimo consiglio: consideri come eventuale alternativa al 70-300 Nikon l’eccellente Tarmon 70-200 2.8.
29 Ottobre 2009 a 10:52
Bellissimo articolo!
5 Novembre 2009 a 18:50
ho letto con molta attenzione cio’ che lei ha scritto sul 70.300 dopo aver
ritirato un opuscolo nikon ho visto che il 70.300 vr viene utilizzato