WiMax, la prossima settimana parte il bando per le licenze italiane

Per una base d’asta complessiva pari a 45 milioni di euro, il Ministero delle Comunicazioni ha preannunciato le più importanti caratteristiche della la gara per aggiudicarsi le licenze necessarie all’uso delle frequenze italiane dedicate al WiMax. Attenzione rivolta al territorio, sia dal punto di vista delle imprese che dei comuni colpiti dal divario digitale. fonte Macity 

La giornata di oggi ha segnato un annuncio importante per il nostro paese: il Ministro delle Comunicazioni, Paolo Gentiloni, ha infatti presentato le modalità per la futura assegnazione per l’utilizzo delle frequenze WiMax nella banda 3.4-3.6 GHz.

Per chi non lo ricordasse, il WiMax è una tecnologia wireless simile al WiFi, che consentirà la costruzione di una rete senza fili ad alta velocità, in grado di estendersi per ogni “access point” fino ad un raggio approssimativo di 50 km e di raggiungere capacità di trasmissione fino a circa 70 Mb. In questo costituisce un importante strumento per superare il digital divide che ancora affligge una buona parte del territorio nazionale, come spiega il ministro: “Grazie al WiMax - dice Gentiloni - avremo più banda larga. E’ una tappa fondamentale per garantire il diritto all’accesso alla rete come servizio universale. Questo Governo conferma così gli impegni a ridurre il divario digitale ancora presente in molte regioni italiane, ad incrementare la competizione nelle TLC ed a favorire l’innovazione tecnologica del nostro Paese. Ringrazio il Ministro della Difesa la cui fattiva collaborazione ha consentito di rendere disponibili per l’uso civile queste frequenze.

Come e Dove
La logica di selezione territoriale per l’assegnazione delle licenze si basano su due criteri geografici: macro-regioni e regioni.

Per quanto riguarda le macro-regioni, si tratta di sette grandi aree geografiche che raggruppano le seguenti 7 porzioni del territorio italiano:

- Lombardia-Bolzano-Trento;
- Valle d’Aosta-Piemonte-Liguria-Toscana;
- Friuli Venezia Giulia-Veneto-Emilia Romagna- Marche;
- Umbria-Lazio-Abruzzo-Molise;
- Campania-Puglia-Basilicata- Calabria;
- Sicilia;
- Sardegna

Per ognuno di queste sette macroregioni saranno disponibili due licenze, per un totale di 14 licenze. Unica condizione il fatto che uno stesso soggetto non potrà aggiudicarsi più di una licenza per macroregione. Nulla vieterà, invece, che uno stesso partecipante possa ottenere sette diverse licenze, conquistando tutte le sette macroregioni e controllando quindi una rete nazionale.

A queste 14 licenze se ne aggiungono altre 21, da assegnare a livello regionale, una per ognuna delle 21 regioni della nostra penisola. A queste licenze regionali non possono partecipare società già concessionarie di licenze UMTS. Tale clausola sarebbe stata inclusa per escludere regionalmente i quattro carrier telefonici italiani (H3G, Wind, TIM e Vodafone), avvantaggiando le piccole e medie realtà presenti a livello regionale. Le licenze saranno rinnovabili una volta scadute, mentre la cessione a terzi non sarà consentita senza il consenso del ministero.

Quanto e quando
Sommando si ottengono 35 licenze, la base d’asta delle quali, se addizionate, raggiunge globalmente 45 milioni di euro, una cifra sicuramente buona.

Il bando ufficiale sarà pubblicato la prossima settimana sulla Gazzetta Ufficiale; i potenziali interessati avranno poi 45 giorni di tempo per presentare le domande. Nei successivi 30 giorni il Ministero si riserverà di valutare ogni domanda pervenuta e di selezionare i soggetti ammessi, che dovranno quindi presentare le loro offerte.

L’apertura delle buste avverrà il 20 gennaio del prossimo anno.

Gentiloni sottolinea come l’assegnazione delle licenze non avverrà su mero criterio economico, ma peserà sensibilmente anche la garanzia dell’operatore nel poter offrire una sufficiente copertura territoriale, così da permettere ai comuni finora più svantaggiati di superar il divario digitale che ancora grava su di loro.

Sono infatti presenti obblighi di copertura valutati secondo un sistema a punteggio calcolato su base comunale. Il minimo punteggio da raggiungere sarà di 60 punti, 30 dei quali dovranno essere raggiunti installando impianti presso comuni considerati a Digital Divide totale.

Calcolando grezzamente le tempistiche, è verosimile che le prime offerte al pubblico saranno presentate nella seconda metà del 2008; un momento molto atteso da almeno 5 milioni di italiani per i quali l’offerta ADSL non si è mai materializzata.

2 Responses to “WiMax, la prossima settimana parte il bando per le licenze italiane”

  1. Il WiMax è, secondo me, la chiave per un accesso globale e aperto a Internet, ovvero un importante strumento a servizio della democraza. L’Italia è già arrivata tardi, ora rischia di trasformare questa occasione nel solito “affare all’italiana” in cui a spartirsi i benefici sono in pochi a discapito dei cittadini.
    Nel bando per l’assegnazione delle frequenze, infatti, ancano indicazioni sulla gestione della rete che si verrà a creare. Chi deciderà, quindi, a chi sarà permesso di accedere al Wimax e a chi no? Chi stablirà i prezzi?
    Inoltre, non sono previste delle sanzioni per chi facesse un uso errato o improprio del WiMax oppure non utilizzasse affatto la licenza acquisita, ma solo l’obbligo di rivenderla…
    Insomma, speriamo che non avvenga che “tutto cambia per non far cambiare nulla”.

    salpetti.wordpress.com

  2. Sono completamente d’accordo con te.Spero vivamente che l’affare non si rilevi tale solo per chi distribuirà il servizio e non per noi clienti…resta comunque il fatto positivo che si potrà avere la banda larga anche dove ancora adesso non vi è copertura…e questo non lo puoi negare è una gran cosa!!! Per quanto riguarda i costi la concorrenza li porterà a livelli bassissimi…ne sono più che certo.

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