Prova Canon G6


Voglio inserire anche le recensioni fatte tempo fa delle Canon G5 e G6 per fare un confronto con la nuova G7 e valutare quindi i cambiamenti positivi, se ce ne sono stati, tra questi modelli e l’ultimo uscito.

Testo e foto di Gianni Viviani

Per la PowerShot G6 Canon ha scelto di mettere da parte il colore nero (quello della popolare PowerShot G5, a lungo e con merito, lo stato dell’arte tra le compatte prosumer) a favore di un argento satinato, oggi di moda. E’ elegante, è gadget digitale ma così, a prima vista, fa un po’ “giocattolino”.

canon powershot g6

Ecco cosa c’è nella confezione:

– scheda di memoria CompactFlash da 32 MB
– cavo USB per la connessione a pc e stampante
– cavo A/V
– battaria gli ioni di litio BP-511A
– caricabatteria
– comando per il controllo remoto della macchina
– coperchio obiettivo con laccetto
– laccetto da collo
– manuali stampati fotocamera e software
– CD-ROM con i driver e i software Canon Digital Camera Solutions e ArcSoft Camera Suite
Canon G6 – Il corpo macchina

Lo confesso: ho aperto la scatola della fotocamera da 7 megapixel un po’ prevenuto. Il corpo macchina è plasticoso ma robusto. Le dimensioni: 105x73x73 mm. Il peso: 380 grammi con batteria e memoria.
I comandi, se non si hanno la mani fuori misura (aihmè) sono ben disposti e facili da raggiungere. Buona la presa sull’impugnatura che è ampia e ricoperta di gomma. Comoda – in una compatta di questo tipo con l’obiettivo che rientra nel corpo a macchina spenta – la levetta che comanda lo zoom, posta davanti al pulsante di scatto.
Il display LCD è grande – 2″ (era da 1,8″ sulla Canon G5) – di discreta qualità, è estraibile e può essere ruotato a piacere (di 270°).

Con un display ruotabile si può fotografare l’iguana che cammina senza sdraiarsi per terra, oppure la velina circondata dalla folla semplicemente alzando la macchina sopra le teste. Comodo.

Sulla parte superiore della macchina c’è il piccolo display con tante informazioni utili a portata di mano: tempi dell’otturatore, apertura, correzioni dell’esposizione, bilanciamento del bianco, scatti rimasti nella scheda.

canon g6 powershot

Canon G6 – Il mirino

Quello che offre la Canon G6 è un mirino ottico. Non c’è quindi il mirino elettronico presente su molte delle nuove compatte prosumer (le macchine digitali che sono una via di mezzo tra le professionali e le “consumer”). Hanno dei difetti sia l’uno che l’altro. Non si possono raccontare bugie: chi vuole il massimo su questo fronte deve per forza affidarsi alle reflex digitali, chi vuole i vantaggi di una piccola digitale deve accettarne anche i limiti.

Canon ha probabilmente pensato che la maggior parte degli utilizzatori della G6 si affideranno al display LCD. Il mirino ottico ha una copertura di appena l’84 per cento dell’immagine ed è privo di linee di correzione del parallasse.

Canon G6 – Lo Zoom

Chi si aspettava sull’erede della G5 uno zoom con un escursione maggiore è rimasto deluso. Non c’è il 28 mm su un’ottica che, rapportata al formato 35 mm, equivale a un 35-140 mm. (vale però la pena di spendere una parola sulla luminosità, ottima, f: 2.0 – 3.0).
L’escursione dell’ottica: è, in fondo, questione di gusti e del tipo di immagini che si vogliono realizzare: con un 35-140 mm si fa quasi tutto, ma c’è anche chi ama le foto in interno, dove un 28 mm o addirittura un 24 mm non guasterebbero.

La qualità dell’obiettivo, in questa categoria, è ottima. Il grandangolo mostra una certa percentuale di distorsione a barilotto che può essere però corretta al computer con gli appositi software.

Canon G6 – Memoria

Quella inclusa nella confezione – una scheda CompactFlash da 32 MB – è veramente poca cosa per una macchina digitale con una risoluzione di 7 megapixel e la capacità di salvare le immagini anche nel formato RAW. Basta appena per 3 RAW o per 9 JPEG alla massima qualità.
Per fotografare senza patemi occorre una scheda da 512 MB. La G6 accetta schede Type I e Type II, inclusi anche i microdrive (mini hard disk). La presenza del supporto Fat32 consente di alloggiare nello slot anche memorie con capacità superiore ai 2 GB.

Flash – Batteria

Il flash ha la stessa portata di quello della G5. La novità è che, grazie al disegno del corpo macchina, ora non è limitato – sul grandangolo – dall’ombra creata dall’ottica. Se occorre più luce la G6 supporta diversi modelli di flash esterni (Canon Speedlite 220EX, 420EX, 450EX, 580EX). La massima velocità sincro è 1/250 di secondo.

La batteria BP-511 consente circa 300 scatti prima della nuova ricarica. Non c’è la possibilità di utilizzare le pile alcaline tipo AA reperibili ovunque in caso di necessità.
Canon G6 –  CCD Risoluzione

Rispetto alla G5 la Canon G6 dispone di 2 megapixel in più di risoluzione, 7 contro 5, e quindi permette ingrandimenti maggiori delle foto. Ci sono, è vero, anche le compatte da 8 megapixel, ma la differenza, in termini di pura risoluzione, è trascurabile.
Il CCD è del tipo 1/1.8″.

Canon G6 – Velocità

Migliore certamente di quella della G5, ma inferiore alle prestazioni che oggi offrono alcune concorrenti, come la Sony V3. Per le foto di tutti i giorni non ci sono problemi ma gli appassionati di fotografia e i professionisti in cerca di una “compattina” per sbrigare le cosette più semplici non gradiranno i “ritardi” dell’autofocus e dello scatto (la cosa più noiosa). Anche la partenza all’avvio richiede pazienza: circa 3 secondi prima che zoom sia disposto a…lavorare.

canon g6 display

Canon G6 – Funzioni

– messa a fuoco manuale: si controlla sulla parte superiore della macchina. Il display LCD permette di controllare con buona approsimazione se il fuoco è corretto

– Stich Assist: aiuta a comporre foto panoramiche

– Fully Auto: la G6 fa tutto da sola; si inquadra e si scatta

– bilanciamento del bianco: oltre alle modalità Auto e Programmate, c’è anche quella personalizzata; basta puntare su un cartoncino bianco o grigio per ottenere il perfetto bilanciamento in tutte le condizioni di luce

Canon G6 – Qualità dell’immagine

Molto buona (merito anche dell’ottica), cosa a cui del resto Canon ci ha abituati da tempo. C’è un po’ di rumore ma più che accettabile e comunque inferiore a quello della maggior parte delle concorrenti.
Qui è questione di gusti, ma se le immagini che escono dalla macchina appaiono un po’ soft si può intervenire sullo “sharpening” e tutto va a posto.

canon_g5 Chi ha provato sul campo la Canon G5 è rimasto impressionato dalla qualità delle immagini che produce. A quasi un anno di distanza dal lancio è ancora da comprare? Oppure sono da preferire la Nikon 5400 o la Sony DSC-V1 …

La Canon PowerShot G5 è considerata dagli esperti di fotocamere digitali una sorta di pietra di paragone con cui confrontare tutte le nuove arrivate. Da tempo si vocifera di una nuova versione di questa compatta di qualità. Avrà 6 megapixel, oppure 8, un corpo più sottile, uno zoom con range ancora più esteso? E soprattutto, ci sarà davvero una nuova Canon G5?
Curiosità legittime che per il momento non trovano risposta credibile (sulla rete le “voci” si sprecano), anche perché Canon ha recentemente lanciato una nutrita schiera di compatte che in qualche modo rendono difficile la realizzazione di una nuova versione della G5, più performante ma non al punto da intaccare, ad esempio, il regno della PowerShot Pro1.

Ottimo obiettivo, con ingrandimento 4x (35-140 mm sul formato 35 mm) e grande luminosità: f: 2.0-3.0. In modalità macro lavora fino a una distanza di 5 cm.
Registra le immagini nei formati Raw e Jpeg

Display estraibile e ruotabile da 1.8″ da 118.000 pixel con una copertura del 100% dell’immagine.
Sistema autofocus FlexiZone AF/AE per una messa a fuoco di precisione ed un miglior controllo dell’esposizione, sensibilità impostabile da 50 a 400 ASA, 8 modalità per il bilanciamento del bianco, 2 personalizzate, ottimo corredo software

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