Nikon 400/5.6 ED-IF AIs vs Sigma 400/5.6 AF APO


Oggi inserisco la prova di due ottiche molto particolari decisamente di alta qualità, adatte per foto sportiva e naturalistica. Considerate che i 400 mm in formato fullframe (adottato ultimamente anche da Nikon) sulle nostre “vecchie” digitali vanno moltiplicati per 1,6 qundi sono dei veri e propri cannoni da 640mm!!!

Sei gradi e poco più, ecco l’angolo di campo della focale 400mm, un inezia di spazio che concede a chi osserva dal mirino di una reflex di fare i conti con un ingrandimento otto volte l’ampiezza dello spazio a disposizione dell’occhio umano…!

Una lunghezza focale che, come tutti i teleobiettivi, beneficia sul sensore digitale di un’ulteriore concentrazione di spazio inquadrato che, sulle dsrl Nikon, porta questi tele a considerare una copertura paragonabile a quella di un maestoso 600mm con soli 4° di angolo di campo.

Con obiettivi di questa potenza il rischio di mosso è la prima cautela cui prestare attenzione, insieme alla massa complessiva derivante dagli abbinamenti fotocamera-obiettivo, che di frequente possono superare il chilo e mezzo complessivo, e considerando la necessità di usare talvolta aperture di diaframma non troppo… luminose,  per mettere a proprio agio le ottiche in questione.

In questa “prova sul campo” mettiamo accanto due obiettivi che hanno fatto il loro tempo…nel senso che al momento in cui furono immessi sul mercato non c’era concorrenza che tenesse, nelle rispettive categorie, giacchè proviamo un Nikon Nikkor 400mm IF-ED f/5.6 ed un Sigma AF APO 400mm f/5.6: due tele a focale fissa quindi, uno a fuoco manuale, l’altro Autofocus.

Nikon Nikkor 400mm IF-ED f/5.6  V versione  II serie 1982 (Ai-S)

7 lenti in 6 gruppi (una lente ED a bassa dispersione)

messa a fuoco minima da 4 metri

diaframma a nove lamelle (per rendere il foro più circolare possibile)

lente frontale da 72mm di diametro

paraluce incorporato / ghiera di blocco messa a fuoco / att. treppiede orientabile e smontabile

peso: 1265 grammi / lunghezza mm 265,5

Sigma AF APO 400mm f/5.6 III versione II serie 1989 (Nikon-AF)

11 lenti in 8 gruppi (una lente SLD a bassa dispersione)

messa a fuoco minima da 4 metri

diaframma a sette lamelle

lente frontale da 72mm di diametro

paraluce incorporato / attacco treppiede orientabile

peso: 910 grammi / lunghezza: mm 212,5

Si tratta di due lenti reperibili e con difficoltà solo sul mercato dell’usato, a prezzi variabili tra i 200 ed i 500 euro a seconda dei modelli e delle condizioni di uso.

Ma a ben vedere, oggi, per acquistare delle focali equivalenti, anche in termini di luminosità, ben poco ci è concesso di trovare sui cataloghi di obiettivi con attacco Nikon compatibile: nello specifico si tratta unicamente di obiettivi a focale variabile, come gli 80-400, il 135-400, oltre ai 50-500 e 170-500 che le due case Nikon e Sigma, ci concedono di ammirare, alcuni dei quali dotati anche di caratteristiche invidiabili come gli stabilizzatori di immagine (VR od OS a seconda del marchio), quasi tutti dalle caratteristiche APO o Asferiche delle lenti, qualcuna anche con vetri ED a bassa dispersione, ma soprattutto…dal costo proibitivo per le tasche del fotoamatore medio che si voglia cimentare con le lunghe distanze o gli elevati ingrandimenti, costo che oscilla dai 500 euro di un Sigma 135-400 f/4.5-5.6 APO, ai 1650 di un Nikon AF-D 80-400mmVR ED f/4.5-5.6 minimo…

Insomma, di tele “fissi”da 400mm non è restata neppure l’ombra, a meno che non si voglia andare a curiosare tra le luminosità superiori, come per i 400mm f/2.8, per i quali tuttavia si deve cominciare a parlare di mutui bancari, anche nel caso di acquisto da usati, ed è proprio questo il motivo della prova in questione.

Da rimarcare subito come proprio Sigma su questa focale punti davvero molte delle sue carte, antiche e moderne: di tele da 400mm e di questo diaframma da f/5.6 ha davvero riempito il mercato dalla fine degli anni ’80 fin qui, per tutti gli attacchi, anche di marchi che proprio non avevano mai messo allo studio la progettazione di simili tele per le proprie reflex.

Personalmente ho posseduto tre diversi Sigma 400 f/5.6 tutti e tre a messa a fuoco interna (che aiuta a non far sbilanciare eccessivamente il peso in avanti, man mano che si metta a fuoco sui piani più vicini al fotografo, attraverso la traslazione di un gruppo interno di lenti).

Il primo lo acquistai col ricavato della vendita di…una canoa vinta ad un photocontest del 1987 e… lo posseggo ancora per essere entrato nella categoria degli obiettivi invendibili per ragioni sentimentali, avendolo usato per tanti anni in lungo ed in largo nei miei viaggi ed escursioni.

Il secondo è stato un APO Macro, che metteva a fuoco fino a 1,6 metri raggiungendo il ragguardevole rapporto di riproduzione di 1:3 a costo però di un peso davvero eccessivo di 1450gr e di una lunghezza di 257mm, incompatibile con la profondità verticale di molte borse fotografiche.

Il terzo è il modello del test, leggero, compatto, performante

Il 400mm Nikkor è invece la sublimazione del concetto di teleobiettivo manual focus “economico” (esiste ancora sui listini a prezzi da delirio), ma con caratteristiche ottiche tanto corrette da poter essere paragonato a fratelli più insigni (e pesanti, oltre che costosi) come il f/3.5 ed il fantastico f/2.8 essendo costruito non certo in economia di materiali (possiede anch’esso una lente ED a bassa dispersione, per contenere il più possibile le aberrazioni ottiche tipiche dei tele così lunghi), né di progetto, essendo figlio di una stirpe che dal 1973 ad oggi ha presentato di questa lente cinque diverse versioni, fino all’attuale IF-ED Ai-S del 1982.

Dal punto di vista costruttivo il Nikkor beneficia anche di una ghiera di limitazione della messa a fuoco, utile, data l’estrema scorrevolezza del sistema IF, a bloccare un determinato range di distanze tra le quali operare (lo penso molto utile per i naturalisti o anche nel caso dei fotografi sportivi, che raramente scendono a distanze di ripresa inferiori ai 10mt).

Diciamo subito che le dimensioni del Nikkor denotano senz’altro l’anzianità del progetto, anche se vanno a vantaggio dell’estrema manovrabilità di una ghiera di messa a fuoco manuale larga ben 40mm, scorrevolissima (IF) e con un’escursione di ben 180° da un fondocorsa all’altro, quindi ampiamente modulabile per precisione e dettaglio.

Il vantaggio principale del Sigma è invece costituito dalla sua estrema compattezza e leggerezza, che ne fanno unitamente al basso valore d’acquisto sull’usato il best-buy di tutti i tempi su questo rapporto focale/diaframma.

Gli svantaggi quindi derivano per il Nikon dal peso notevole che costringe a fare tanto esercizio nelle lunghe sedute di scatto, ancor meglio se assistiti da un saldo treppiede, dato il rischio del micromosso sempre in agguato (specie sul digitale) con focali di questo genere;

per il Sigma invece, i punti a sfavore sono principalmente due: il diaframma di apertura massima non proprio preciso (i dati EXIF parlano di un effettivo f/6) e la lunghezza focale effettiva lievemente inferiore a quella del Nikkor (anche se non dispongo della strumentazione adatta a stabilire chi dei due sia “fuori stazza”), come si evince da scatti ripresi su treppiede rigorosamente “piantato” sul medesimo punto di ripresa:

La differenza cromatica che passa tra le due realizzazioni fa sembrare il Sigma più “caldo” nella resa dei soggetti in piena luce, rispetto il Nikkor per tradizione di famiglia più… neutrale e freddo, ma senza essere tagliente come analoghe interpretazioni tedesche, o come i fratellini più luminosi!

come si può notare agevolmente anche dalla coppia successiva di scatti, in relazione al colore di sfondo del muro, cromaticamente meno “interpretato” dal Nikon, che si distingue anche per un miglior bokeh sulle parti inquadrate non a fuoco, frutto presumibilmente del diaframma a nove lamelle, più regolare di quello del Sigma.

(non è stata apportata nessuna modifica ai files salvo il ridimensionamento dei JPG-Fine originarii)

A vantaggio del Sigma una migliore correzione dell’aberrazione cromatica (d’altro canto si qualifica come APOcromatico), come facilmente osservabile dal controluce che segue, dove il Nikkor fa i conti con una lieve insorgenza di purple fringings, ingrandendo oltremodo il bordo immagine, tutto sommato pienamente accettabile, ma… presente!

Quello che colpisce usando questi due obiettivi su di una reflex digitale, come la mia D70, è che la corretta messa a fuoco sui dettagli fini di un soggetto, è un traguardo relativamente difficile da ottenere, sia operando in AF col Sigma, sia in MF col Nikkor: se qualcosa di perfettibile sulle digireflex ci può essere, questo è sicuramente la qualità dei mirini delle entry level: gli elevati ingrandimenti ed il ristretto angolo di campo chiamano a gran voce la precisione estrema di fuoco, che forse soltanto obiettivi AF-S possono garantire in elevata quantità… l’archeo-AF del Sigma è solo una scusa per evitare di usare anch’esso a fuoco manuale, peraltro agevole come sul Nikkor.Altra cosa, la facilità di inquadratura su un accrocchio “d’epoca” come quello raffigurato in foto, con la splendida F3, motore MD4 e pentaprisma sportivo DA2, per il quale mix probabilmente il Nikkor è stato progettato!

Ma la estrema duttilità cromatica del Nikon, oltre al rispetto delle trame più fini dei soggetti ripresi, fa pendere la bilancia del gradimento lievemente a suo vantaggio, grazie a quella neutralità di cui già detto, che consente un più veloce intervento di postproduzione su files digitali

In sintesi

Pro:

Nikkor IF-ED:

ü      prestazioni ottiche ed equilibrio complessivo

ü      Costruzione robusta ed efficace

ü      Resa dello sfuocato

ü      Diaframma ideale: f/8

Sigma APO:

ü      efficace correzione apocromatica

ü      Diaframma migliore: tutta apertura

ü      maneggevolezza e compattezza

ü      basso costo

Contro:

Nikkor IF-ED:

Ø      Peso

Ø      Leggere aberrazioni cromatiche

Sigma APO:

Ø      Diaframma più chiuso del dichiarato

Ø      Focale lievemente inferiore al dichiarato

Ø      Eccesso di tonalità “calde”

Giudizio personale:

Uno dei due va assolutamente provato: l’ebbrezza di un vero teleobiettivo può far disamorare dall’uso eccessivo e frequente degli zoom “pantofolai”…

Il costo al quale ogni tanto si trovano in commercio sul mercato dell’usato è la miglior garanzia della riuscita dell’esperimento: a meno di così non esiste proprio nulla

Un grazie di cuore a Max Aquila per Nikon Club Italia 2006

fonte http://www.nikonclubitalia.com/la per Nikon Club Italia 2

12 Risposte to “Nikon 400/5.6 ED-IF AIs vs Sigma 400/5.6 AF APO”

  1. Vi preghiamo di cambiare link da http://www.nikonclubitalia.it a http://www.nikonclubitalia.com per cambio server e cessione link a nital spa dalla vostra sezione link.

    Cordiali saluti.

  2. Caro Roberto,
    ho per le mani un 400 f5,6 Sigma con baionetta Canon FD, vorrei usarlo su di un corpo Nikon . Ho visto sulla baia un adattatore con lente che mi permetterebbe il montaggio dell’obiettivo. Ne sai qualcosa? Li hai mai potuti provare?
    La lente chiaramente permette la messa a fuoco all’infinito, ma temo che possa provocare una grossa perdita di qualita’ ottica. Mi sai dire qualcosa?
    Grazie, e cordiali saluti

    • robertodacci Says:

      I compromessi sono sempre compromessi. Con questo ti sconsiglio questi “virtuosismi”. Vendi il Sigma e con quello che raccimoli aggiungi la differenza per un ottica con attacco Nikon. A des. il 70-300 che per quello che costa.

      • Grazie per la veloce risposta, in effetti il 70-300 nikon e’ un gran bel obiettivo e, non appena le finanze me lo permetteranno, seguiro’ il tuo consiglio.

  3. grazie mille per questo prezioso confronto ora ho le ideee quasi chiare😉

  4. 3 maximum aperture, fixed lens mount, auto focus features,
    2. Once decided on the things to bring, start packing.

    There are a lot of options in mobile phones available on
    the market today.

  5. The device is also very light, weighing slightly less than 3
    oz. Whereas some cameras will auto-focus while doing video, others do
    not which is something else to consider. Since it is an HD radio, it produces clear treble and bass tones, and has static radio reception.

  6. For the novice, the first thing you need to understand is what the term
    “Digital Single Lens Reflex” means. Some people will rely on
    transferring data between flash drives and their home computers, or sending what they wish to have printed to a proxy, such as Fed – Ex.

    Whenever you rent a book from them, they plant a tree to show the benefits of renting books.

  7. Add garlic, ginger, red bell pepper, and pepper flakes to the
    pan and cook together a couple of minutes, then add peanut butter and melt it.

    If you find that the area immediately around your house is very
    damp, you can add a gravel and limestone border, which
    will help with drainage. It is critical to
    consider the features of your product.

  8. paraluce incorporato / attacco treppiede orientabile … treppiede.wordpress.com

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