Test del Zoom-Nikkor AF-S VR DX 55-200mm f/4-5.6G IF-ED:


Sul sito della Nital ho trovato il test di Valerio Pardi di questo interessante zoom. Piccolo, economico può essere il complemento ideale allo zoom standard in dotazione alla nostra reflex.

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Leggendo le sole caratteristiche tecniche di questo obiettivo si rimane favorevolmente impressionati: sistema VR per la riduzione delle vibrazioni, lenti in vetro ED, diaframma con le lamelle arrotondate e motori AF di tipo SWM (Silent Wave Motor), insomma tutto ciò che di norma si trova nei prodotti professionali di Nikon ma ad un prezzo che, di norma, caratterizza un prodotto entry level. A questa si è aggiunta la curiosità scaturita dalla lettura dei test MTF di quest’ottica rilasciati da Nikon stessa, in cui appare evidente come sia il contrasto che la risoluzione siano su livelli molto alti, addirittura superiore a certe ottiche blasonate e ben più costose della stessa casa. Certamente la sola curva MTF non perfette di avere un quadro generale delle reali potenzialità di una certa ottica, ma ne misura comunque alcuni aspetti di particolare rilevanza nella capacità di ricostruire un’immagine senza artefatti. Un altro aspetto però da precisare, nel caso si voglia confrontare i dati MTF presenti sul sito ufficiale di Nikon, sta nella differente metodologia applicata per i test delle ottiche tradizionali e di quelle per il formato DX, la cui curva è riferita, ovviamente, fino a soli 15mm dal centro e non ai 22mm delle ottiche per il formato 135. Ciò porta a una miglior resa ai bordi (riferiti al grafico MTF) degli obiettivi DX, ma anche considerando questa differenza, il nuovo 55-200mm ne esce con risultati di tutto rispetto, e per niente ridimensionato.

Ecco che da queste premesse ne è nata questa Experience, frutto di un utilizzo approfondito di quest’ottica che, sulla carta, promette davvero faville e il recente conferimento del premio Tipa 2007 come miglior ottica entry level dell’anno 2007 ne sono un’ulteriore conferma.

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L’ AF-S DX VR Zoom-Nikkor 55-200mm f/4-5.6G IF-ED si è aggiudicato
il premio Tipa 2007 come miglior ottica entry level dell’anno 2007

55-200mm, la scheda

Focali: 55-200mm, equivalente a un obiettivo 82.5-300mm nel formato 35mm (3,6x) Apertura massima

Schema ottico: 15 elementi in 11 gruppi con una lente in vetro ED

Angolo di campo: da 28°50′ a 8°

Diaframma: 7 lamelle arrotondate

Minima distanza di messa a fuoco: 1,1m su tutte le focali

Massima rapporto di riproduzione: 1:4.3

Messa a fuoco: motori interni SWM (Silent Wave Motor)

Varie: riduzione delle vibrazioni VR

Peso: 335g

Dimensioni: 73.0 x 99.5 mm

Diametro filtri: 52mm

55-200mm o 18-200mm?

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Il dubbio potrebbe sorgere spontaneo. Del 18-200mm ne abbiamo già visto le potenzialità nella precedente Experience in cui sostanzialmente ne esce come un validissimo obiettivo tuttofare. Il 55-200mm può a prima vista sembrare una copia “povera” di questo obiettivo, con un’escursione focale meno estesa, qualche tecnologia non presente e, non da ultimo, un prezzo di vendita, decisamente più abbordabile. E’ facile quindi indirizzarsi verso l’idea che sia solo un prodotto meno prestigioso e che possa nascondere qualche limitazione, più o meno marcata, dovuta al contenimento dei costi di produzione. Vedremo invece che le cose non stanno proprio così, anzi, il piccolo 55-200mm è un obiettivo solo all’apparenza simile al 18-200mm, ma nella pratica svolge compiti sostanzialmente diversi: non è un obiettivo tuttofare ma è invece ottimizzato per un certo tipo d’impiego seppur di largo respiro, non usa alcune particolari tecnologie semplicemente perché per il compito a cui è destinato non porterebbero a tangibili vantaggi nella resa complessiva dell’ottica, e infine si avvantaggia di una progettazione moderna e curata, pensata proprio per ottimizzarne le prestazioni nel range di focali coperto da questo tele-zoom.

Vediamo ora quali sono le tecnologie di cui ho accennato sopra presenti in quest’ottica, e quali invece non sono state utilizzate:

SIC (Super Integrated Coating)

Nikon utilizza un esclusivo trattamento antiriflesso multistrato sulle lenti per aiutare a ridurre le immagini fantasma e i flare ad un livello trascurabile.
Il trattamento SIC opera su un range di lunghezze d’onda più ampio rispetto ai trattamenti standard, migliorando sensibilmente il bilanciamento cromatico. Questo sistema offre i migliori risultati con gli obiettivi dotati di un numero rilevante di lenti, come appunto lo zoom Nikkor AF-S 18-200mm f/3.5-5.6G IF-ED DX VR II. Lo speciale trattamento inoltre è calcolato per offrire le massime prestazioni con il tipo di lente e di vetro utilizzato, affinché l’insieme del gruppo ottico mostri il classico bilanciamento cromatico tipico delle ottiche Nikkor.

ED (Extra Low dispersion)

Nikon ha sviluppato lenti ED per progettare obiettivi con una nitidezza superiore e una migliore correzione cromatica, minimizzando le aberrazioni cromatiche che affliggono gli obiettivi di lunga focale. L’aberrazione cromatica si presenta come una dispersione di colore che avviene quando i raggi di luce di varie lunghezze d’onda attraversano un vetro ottico. Si tratta di un problema fisiologico degli obiettivi a lenti. In passato la correzione di questo problema richiedeva l’utilizzo di sistemi ottici speciali basati anche su cristalli a dispersione anomala come quelli alla fluorite di calcio che, tuttavia, è sensibile ai cambiamenti di temperatura, è igroscopica e tende a scheggiarsi facilmente. La soluzione sviluppata da Nikon si basa invece sui vetri ED che offrono i benefici dei cristalli alla fluorite di calcio, ma senza i limiti che la contraddistinguono. Dall’introduzione dei primi vetri ED, Nikon oggi ha la possibilità di utilizzarne diversi modelli, sviluppati con caratteristiche ottiche diverse tra loro, per meglio adattarsi ai molteplici schemi ottici degli obiettiv

IF (Internal Focusing)

La messa a fuoco avviene spostando le lenti dell’obiettivo verso l’esterno man mano che si vuole mettere a fuoco un oggetto posto più vicino dell’infinito. La soluzione utilizzata da Nikon prevede invece il solo spostamento di un gruppo di lenti interne all’obiettivo. Ciò permette di non modificare il bilanciamento dell’ottica durante le fasi di focheggiatura e rendere quest’ultima anche molto più veloce sia in manuale che tramite l’Autofocus della fotocamera.

D (Distance information)

Gli obiettivi “D” informano la fotocamera della reale distanza soggetto/fotocamera ricavata dal sistema AF per permettere di utilizzare alcune funzioni evolute come il sistema esposimetrico Color Matrix 3D e l’utilizzo del flash in modalità Multi-Sensor Balanced Fill-Flash.

 G (Type G)

 Come gli obiettivi “D”, anche i modelli G informano la fotocamera della reale distanza soggetto/fotocamera ricavata dal sistema AF ma si distinguono da questi ultimi per l’assenza della ghiera meccanica del diaframma in prossimità dell’innesto a baionetta. Gli obiettivi G possono essere utilizzati solamente dalle fotocamere che consentono il controllo elettrico del diaframma (tutte le DSLR e le più recenti reflex a pellicola, ricordiamo che il 18-200 VR non è compatibile con le fotocamere a pellicola).

SWM (Silent Wave Motor)

Questa sigla identifica gli obiettivi dotati di sistema di messa a fuoco basata su speciali motori incorporati nell’ottica che permettono di muovere in maniera silenziosa, precisa, veloce e con limitata inerzia il gruppo ottico dedicato alla focheggiatura. Gli obiettivi dotati di questo sistema si identificano anche per la presenza della sigla AF-S incisa in oro sul barilotto.

M/A (M/A mode)

Tutti gli obiettivi AF-S possono essere utilizzati nella modalità di messa a fuoco M/A, che permette di passare istantaneamente dalla modalità autofocus a quella manuale senza ritardi, anche durante le operazioni di messa a fuoco automatica e senza curarsi della modalità di messa a fuoco automatica prescelta. Nel caso particolare di questo obiettivo è necessario però selezionare l’apposito cursore sulla posizione “M” per poter intervenire manualmente.

VR (Vibration Reduction)

Questo innovativo sistema di riduzione delle vibrazioni minimizza l’effetto del mosso causato da involontari movimenti impressi dal fotografo alla fotocamera durante lo scatto decentrando, in senso opposto al movimento, un gruppo di lenti apposite. I primi sistemi proposti da Nikon garantivano un guadagno di circa tre stop. Il sistema VR di Nikon riconosce automaticamente l’inizio di una foto scattata in panning – dove il movimento di spostamento lineare impresso alla fotocamera è volontario – e disabilitano la correzione sull’asse interessato.

DX

La sigla DX identifica tutti gli obiettivi Nikkor sviluppati appositamente per coprire l’area del sensore nel formato DX delle reflex digitali. Lo sviluppo dedicato al formato più piccolo ha permesso di ridurre peso e dimensioni, a parità di focale, luminosità e contemporaneamente ottimizzare lo schema ottico per le massime prestazioni con i sensori digitali. Sebbene siano meccanicamente compatibili, Nikon sconsiglia l’utilizzo delle ottiche DX sui corpi a pellicola 35mm perché il più ristretto cerchio di copertura procurerebbe una conseguente ed inevitabile mancata copertura dei bordi.

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Cosa gli manca dunque? Poco, o meglio, nulla poiché l’assenza di vetri con superficie asferica, presente invece nel Nikkor AF-S 18-200mm f/3.5-5.6G IF-ED DX VR II, porta giovamento soprattutto per le focali grandangolari (assenti in quest’ottica) e la presenza del sistema VR di prima generazione o l’impossibilità di intervenire al volo sulla messa a fuoco automatica non sono aspetti sensibili per l’utenza a cui è indirizzato questo obiettivo; la loro eventuale presenza avrebbe innalzato il prezzo di vendita senza apportare benefici realmente tangibili. 

Quest’ottica, nasce come perfetto complemento ai kit base delle reflex D40 e D40X che nascono con lo zoom standard con focale pari a 18-55mm, portando il range di focali coperte, appunto da 18 a 200mm, ma con alcune sostanziali differenze rispetto alla sola ottica Nikkor AF-S 18-200mm f/3.5-5.6G IF-ED DX VR II. Entrambe le ottiche, assieme, pesano meno del 18-200mm, circa mezzo etto in meno, non molto di meno ma occorre anche evidenziare che, montato sul corpo macchina, se ne usa una sola per volta, riducendo ancora il peso complessivo; il 55-200mm inoltre risulta essere perfettamente bilanciato quando viene utilizzato su corpi Nikon D40 o Nikon D40X, mentre il 18-200mm si sposa meglio, a livello di bilanciamento, con corpi più pesanti, come la Nikon D80, o ancora meglio, la Nikon D200. Avere due ottiche distinte, significa anche contare su una migliore ottimizzazione ottica; il Nikkor AF-S 18-200mm f/3.5-5.6G IF-ED DX VR II mi aveva entusiasmato a suo tempo per la qualità e l’uniformità di resa su tutta l’escursione focale, un vero traguardo per lo sviluppo dell’ottica moderna, l’AF-S DX VR Zoom-Nikkor 55-200mm f/4-5.6G IF-ED fa ancora meglio, la resa nel complesso è sempre uniforme a tutte le focali con la positiva particolarità di eccellere particolarmente in centro ai diaframmi più aperti e nel range tra 55 e 105mm, per divenire poi più omogenea, ma sempre su livelli qualitativamente alti, alle focali sopra i 135mm, e a 200mm, il confronto a tutta apertura con il 18-200mm pende a favore dell’ottica più economica, una differenza leggera ma scaturita in virtù proprio della maggiore ottimizzazione nelle focali tele di questa realizzazione.

Primo contatto

Il Nikon 55-200mm VR è stato presentato lo scorso marzo ma è arrivato sul mercato solo il mese successivo. E’ un obiettivo destinato ad accompagnare corpi reflex come una D40 o D40X, poiché si integra perfettamente con lo sesso concept, ovvero elevate prestazioni, dimensioni contenute e prezzo accessibile; proprio quest’ultimo aspetto lascia quasi interdetti da tanto è affabile, soprattutto dopo aver passato in rassegna le caratteristiche di quest’ottica, che riassumo brevemente:

  • escursione focale 3,6x
  • motori di messa a fuoco interni di tipo SWM
  • sistema di stabilizzazione ottico VR dell’immagine
  • Schema ottico comprensivo di lente in vetro ED per minimizzare l’aberrazione cromatica alle focali maggiori
  • Messa a fuoco minima a 200mm pari a 1,1m (rapporto di riproduzione pari a 1:4,3)

Insomma, si tratta di un prodotto la cui dotazione non è assolutamente seconda ad obiettivi ben più prestigiosi e costosi.
La confezione comprende di serie anche un pratico paraluce a baionetta che può essere montato rovesciato per limitare gli ingombri durante il trasporto.

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Il paraluce a corredo è dotato di innesto a baionetta

L’obiettivo, grazie anche alla limitata luminosità, si presenta di dimensioni molto contenute in rapporto alla focale dello stesso. La ghiera dello zoom è particolarmente ampia e ben si presta ad essere utilizzata con disinvoltura anche in rapide riprese d’azione ed offre anche una gradevole resistenza uniforme quando la si aziona. Il diametro del barilotto non è eccessivo, e malgrado la presenza del dispositivo VR, si impugna perfettamente. La messa a fuoco manuale invece è confinata ad una ghiera piuttosto sottile ma dal buon grip grazie alle scanalature di cui è composta e dal materiale che offre un ottimo feeling con le dita della mano, tuttavia, data la presenza di efficienti motori SWM, la messa a fuoco manuale risulta quasi del tutto inutile nella maggior parte delle situazioni di ripresa. Manca inoltre la finestrella con la scala delle distanza, pratica ormai consolidata per gli obiettivi della fascia d’ingresso, ma che non si ripercuote minimamente nell’utilizzo sul campo.

Sul barilotto sono inoltre presenti due cursori, uno per la selezione del modo di focheggiatura (A e M) e un secondo per attivare la funzione VR.

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I selettori presenti sull’obiettivo: quello della messa a fuoco e del dispositivo
di riduzione delle vibrazioni VR

L’attacco a baionetta non è realizzato in metallo ma ciò non pregiudica la precisione di accoppiamento con il corpo reflex, che risulta addirittura più morbido e scorrevole.

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La filettatura filtri è nel classico diametro da 52mm

 Infine, come per lo zoom standard AF-S DX Zoom-Nikkor 18-55mm f/3.5-5.6G ED II, il diametro dei filtri frontali è il classico 52mm, uno standard consolidato in casa Nikon e che permette di usare lo stesso filtro indistintamente su più obiettivi

Quale uso?

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Uno zoom 55-200mm può essere considerato universale, dal ritratto al paesaggio o dalla fotografia sportiva a quella naturalistica, ogni campo d’impiego può sfruttare le peculiarità di quest’ottica. Se dovessi trovare però una motivazione semplice ma adatta all’acquisto di questo obiettivo, prenderei in seria considerazione la possibilità che offre di muoversi leggeri pur avendo con se una copertura di focali particolarmente estesa. Spesso l’idea di viaggiare con un corredo reflex implica il doversi sobbarcare il peso e l’ingombro dell’attrezzatura, un aspetto poco gratificante quando si è costretti a portare tutto sulle proprie spalle. Quest’ottica, invece, abbinata ad una reflex come la D40 o D40X con lo zoom standard offre le potenzialità di un sistema reflex di elevata qualità con il peso e l’ingombro poco superiori a quello di una compatta prosumer. Aumentano quindi le possibilità di viaggiare con la propria reflex, e di conseguenza si estendono le occasioni per fotografare e sfruttare al meglio la propria attrezzatura. Ne ho toccato con mano i benefici personalmente nella realizzazione dell’Experience “A spasso con una D40“. Detto questo, vediamo di scoprire meglio come si comporta sul campo quest’ottica. Nella fotografia di paesaggio spesso si ricorre al treppiede per studiare al meglio l’inquadratura e scattare diaframmando abbondantemente l’obiettivo con lo scopo di avere un’estesa profondità di campo e al contempo far lavorare nelle migliori condizioni possibili l’obiettivo; tuttavia, grazie alle possibilità offerte dalla stabilizzazione ottica, l’AF-S DX VR Zoom-Nikkor 55-200mm f/4-5.6G IF-ED consente di dedicarsi al paesaggio anche in maniera più estemporanea.

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Ottimo contrasto e correzione perfetta dell’aberrazione cromatica

La resa all’infinito di questo obiettivo è sorprendentemente buona, la leggera vignettatura, fisiologica a tutta apertura, sparisce diaframmando già di un solo stop e il sistema di riduzione delle vibrazioni garantisce una maggiore percentuale di scatti nitidi quando si lavora con tempi di scatto piuttosto lenti. Il contrasto è elevato ed è altrettanto buona la resa nei controluce, con un ottimo comportamento anche in presenza del Sole diretto nell’obiettivo; ottimo anche il lavoro di protezione dalla luce parassita eseguito dal paraluce a corredo. La parte frontale dell’obiettivo non ruota durante le operazioni di focheggiatura (sia manuale che automatica) o il movimento di zoomata, ed è quindi ideale per l’utilizzo di filtri polarizzatori. E’ un obiettivo molto discreto per dimensioni ma di grande personalità quando lo si mette in pista; spesso i risultati sorprendono per la quantità di dettaglio e per la facilità di esecuzione, pur sapendo che provengono da un obiettivo di classe certamente non professionale. La focale di 200mm inizia ad essere interessante anche per la fotografia naturalistica, anche se, soprattutto in Italia, la diffusa e giusta diffidenza degli animali verso l’uomo, può rivelarsi un ostacolo.

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Piccolo e leggero, lo zoom 55-200mm si candida come ottimo teleobiettivo per foto naturalistiche grazie anche alla presenza dello stabilizzatore ottico (VR)

Macro, un mondo insperato

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Leggendo le specifiche di questo obiettivo non si rimane certo colpiti per le sue inclinazioni naturali verso questo settore; infatti la messa a fuoco minima di 1,1m a tutte le focali consente una discreta foto ravvicinata se utilizzato alla focale maggiore, ma niente più. Tuttavia è sufficiente utilizzare una lente addizionale, o lente di close-up, per accedere a questo affascinante mondo. L’impiego di una lente aggiuntiva in abbinamento al complesso schema ottico di uno zoom può però introdurre aberrazioni non previste in fase di progettazione dell’ottica. Nel caso specifico ho provato con una lente addizionale Nikon modello +1. Il vantaggio della lente addizionale risiede nella praticità: basta avvitarla come un filtro davanti all’obiettivo e si è pronti per la fotografia a distanza ravvicinata. Non è ovviamente l’unica soluzione per accedere alla fotografia macro. La scelta principe rimane quella di dotarsi di uno dei leggendari obiettivi “Micro Nikkor“, il tradizionale AF Micro-Nikkor 60mm f/2.8D evoluzione del celeberrimo 55mm, il rivoluzionario AF-S VR Micro-Nikkor 105mm f/2.8G IF-ED o del AF Micro-Nikkor 200mm f/4D IF-ED; tre ottiche di indubbia qualità ottimizzate espressamente per la fotografia ravvicinata, ma evidentemente se la macro vuole essere solo uno dei molteplici campi di espressione fotografica, l’acquisto di un costoso obiettivo dedicato può non essere la scelta migliore

Ecco allora che la possibilità di indirizzare lo zoom 55-200mm in questo campo si rivela una scelta decisamente azzeccata, soprattutto alla luce dei risultati, ancora una volta rimarchevoli. L’AF-S DX VR Zoom-Nikkor 55-200mm f/4-5.6G IF-ED in abbinamento alla lente addizionale ha sfoderato ottimi risultati alle focali più corte, comprese tra 55 e 105mm. In questo range di focali la resa è risultata elevata e di buona qualità già a tutta apertura, anche se ovviamente, diaframmando di qualche stop l’obiettivo, si raggiungono risultati qualitativamente superiori, oltre che una più estesa profondità di campo. I diaframmi migliori si sono rivelati f/11 e f/16, proprio al limite della diffrazione.

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L’AF-S DX VR Zoom-Nikkor 55-200mm f/4-5.6G IF-ED e la lente addizionale +1

Aumentando la focale, utilizzando la medesima lente addizionale, si accresce la distanza di lavoro (ideale per non spaventare gli insetti o per disporre meglio l’illuminazione della scena) e si amplifica anche il fattore di ingrandimento; tuttavia, soprattutto a diaframma completamente aperto, si nota un residuo di aberrazione che ammorbidisce l’immagine ma che tende a scomparire chiudendo il diaframma, fino a sparire completamente da f/16 in poi. La possibilità di utilizzare un’obiettivo dalla resa molto morbida, abbinato anche ad un profondità di campo minima dovuta alla grande apertura del diaframma utilizzato, consente di utilizzare questa caratteristica ai fini creativi, con una restituzione del soggetto inquadrato del tutto simile a ciò che si ottiene con un pregiato Nikon AF DC 135mm f/2 utilizzato con un settaggio della ghiera del Defocus Controlsu valori medio/alti

La seconda prova in macro l’ho effettuata con una particolare lente addizionale dalla focale piuttosto lunga, circa 70mm che ha permesso di raggiungere livelli di ingrandimento tipici della microfotografia e non della semplice macrofotografia. A questi ingrandimenti diaframmare l’obiettivo diventa essenziale sia per aumentare la profondità di campo, sia per far lavorare al meglio l’obiettivo. I risultato si sono dimostrati ancora una volta sopra ogni più rosea aspettativa.

Focale 200mm e minima distanza di messa a fuoco (1,1m)

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Focale 200mm e minima distanza di messa a fuoco (1,1m) + lente Close-up F=70mm

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f5,6                                    f11                                   f32

Ho chiuso la sperimentazione nel mondo della macrofotografia con un sistema tanto semplice quanto efficace, molto in voga negli anni passati tra gli appassionati di macrofotografia, ovvero: l’obiettivo invertito. Ho preso il più economico degli obiettivi del catalogo Nikon , il 50mm f/1.8, e tramite un anello con doppia filettatura maschio/maschio l’ho avvitato sulla filettatura filtri dell’AF-S DX VR Zoom-Nikkor 55-200mm f/4-5.6G IF-ED, in modo che le due lenti anteriori dei due obiettivi fossero l’una di fronte all’altra. Per l’illuminazione mi sono affidato ad un lampeggiatore SB-600 utilizzato in modalità slave e comandato dal flash integrato della Nikon D200 utilizzato in modalità commander con una semplicità disarmante. Il soggetto ripreso è una colonia di giovani afidi le cui dimensioni superavano di poco il millimetro. Penso che ogni commento sia superfluo. Siamo chiaramente di fronte ad un utilizzo ben al di là di quanto immaginato in fase di progettazione di quest’ottica, e i risultati si mantengono su livelli qualitativi decisamente buoni, non solo considerando l’economicità del setup di ripresa, ma valutando in assoluto i risultati ottenuti.

Focale 200mm e minima distanza di messa a fuoco (1,1m)

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Focale 200mm e minima distanza di messa a fuoco (1,1m) + lente Close-up

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Focale 200mm e minima distanza di messa a fuoco (1,1m) + 50mm invertito

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Per scatti al volo, già la sola ottica senza aggiuntivi, grazie al rapporto di riproduzione pari a 1:4,3 è sufficiente per riprese contestualizzate di insetti non troppo piccoli.

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Ritratto e VR 

Da 55mm a 200mm sono le focali maggiormente utilizzate per i ritratti, le più corte sono ideali per il ritratto classico, mentre le focali di 135mm e 200mm sono essenziali per isolare il soggetto dal contesto nelle foto all’aperto. La presenza infine del sistema di riduzione delle vibrazioni consente di scattare sfruttando la luce ambiente, anche quando questa non è presente in abbondanza. La comodità dello zoom poi è impagabile quando si è alle prese con un soggetto e si vuole catturare l’attimo, l’espressione più rappresentativa della persona ritratta. Non ci sono tempi morti, tutto è facile e naturale, sia per l’ottima ergonomia fornita da quest’ottica, sia per l’efficienza del sistema AF, rapido, silenzioso e preciso. Ancora una volta sembra di stare a utilizzare un’ottica di ben altra classe. Il diaframma ha 7 lamelle ma queste hanno una forma arrotondata per migliorare la resa dello sfocato.

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Il passaggio tra zone a fuoco e aree fuori fuoco è graduale e piacevole, sembra quasi un’ottica fissa dalla resa dello sfocato. In questo campo è difficile trovargli dei difetti, ad essere cattivi ci si potrebbe lamentare dell’assenza di una profondità di campo veramente limitata, modello lama, tipica delle ottiche luminose (f/2-f/2.8); qui invece viaggiamo tra f/4-5 e f/5.6 valori per cui un minimo di profondità di campo c’è sempre, anche alla focale maggiore. E’ un limite, se così si può definire, assolutamente ammissibile e che non pregiudica di fatto le prestazioni assolute di quest’ottica. Una maggior luminosità infatti avrebbe portato a alcuni grossi inconvenienti: un aumento considerevole del peso e delle dimensioni, uno schema ottico composto da un maggior numero di lenti e quindi una più delicata risposta a flare e luci parassite e, non da ultimo, una fascia di prezzo completamente differente ed inavvicinabile per il classico appassionato di fotografia.

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Il sistema VR consente di fotografare con tempi di scatto fino a tre volte
più lunghi di quelli normalmente ammessi per assicurarsi una foto priva di mosso.

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La presenza di un sistema di riduzione delle vibrazioni consente comunque
di realizzare ottime immagini con la tecnica del panning

Il complemento ideale

Arrivati a questo punto è difficile non riconoscere a questo obiettivo tutti i suoi meriti, soprattutto quello di poter mettere a disposizione del fotografo appassionato uno strumento accessibile ma con pochi compromessi alla qualità. La costruzione è ovviamente più spartana di quella di uno zoom come l’AF-S VR Zoom-Nikkor 70-200mm f/2.8G IF-ED, ma è anche vero che il prezzo è di quasi 8 volte inferiore! Manca la scala delle distanze, la ghiera di messa a fuoco manuale è piccola e non è disponibile la possibilità di selezionare la modalità di VR normale e attiva, presente su obiettivi di classe superiore, ma ciò, ribadisco, non inficia minimamente le prestazioni o la possibilità d’utilizzo di quest’ottica. La resa è particolarmente elevata su tutta l’escursione focale, la distorsione non è mai fastidiosa e la capacità di resistere ai riflessi e alla formazione di flare è davvero notevole per uno zoom con ben 15 lenti. La correzione cromatica, grazie alla presenza di una lente in vetro ED, anche alla focale maggiore è ottima

L’autofocus è veloce e preciso e il sistema VR ha dimostrato di lavorare egregiamente e svolgere correttamente il proprio compito. Tutto questo in un obiettivo che ha dimostrato di cavarsela bene anche in macro con una semplice lente addizionale dal costo di pochi euro. Risulterà ora chiaro che il dubbio iniziale, 18-200mm o 55-200mm, non è nemmeno da porsi: si tratta di due obiettivi profondamente diversi pur avendo molti lati in comune; il primo è un obiettivo multi uso a 360°, questo invece è un complemento mirato allo zoom standard, consente di ottenere gli stessi risultati, oltre a qualcosa in più, con il solo scotto da pagare del cambio ottica, tra 18-55 e 55-200mm, di tanto in tanto… una fatica che ripaga appieno delle possibilità offerte da questa coppia di obiettivi, sempre se ciò che si cerca non è un obiettivo come il 18-200mm, in quel caso, allora la storia sarebbe totalmente differente, …e non sareste arrivati a leggere questa Experience fino in fondo!

 

46 Risposte to “Test del Zoom-Nikkor AF-S VR DX 55-200mm f/4-5.6G IF-ED:”

  1. Fabrizio Says:

    Ciao Roberto,ti ringrazio per aver stilato una prova sul campo di un’ottica.Forse ti hanno ià detto che in rete,si si trova di tutto,ma se si vuole un test ben fatto su un obiettivo, ci si deve sforzare di leggere 2 3 pagine di descrizioni in inglese(sebbene io lo conosca bene)
    Io,guarda caso ero non solo indeciso fra il 18-200 vr e il 55-200, ma sono ancora stordito dal passaggio analogico digitale,tanto che, con tristezza sto per dare in permuta (per comprare il 55-200)la mia fida Nikon FE con il corredo di obiettivi.Ti senti la sensazione di scambiare metallo e vetro di ottima fattura con plastica ‘buia’(il corredo della FE è tutto 2.8 ed un 50mm. 1.4!)

    Con il 55-200 ci farei per l’80% foto di concerti Jazz ed altri concerti,pensi che sia una scelta giusta il 55-200?

    Grazie mille!

    Fabrizio

    p.s. solo una malizia; non è che il premio TIPA per il 55-200 ti ha influenzato?

    Buona giornata e grazie ancora!

  2. robertodacci Says:

    Ciao Fabrizio, quello che ti posso dire per esperienza diretta e indiretta che il passaggio da analogico a digitale è un passo che ormai devi fare. Per prima cosa la qualtà che otterrai è completamente paragonabile, anzi direi per certi aspetti superiore, ma il grande vantaggio è la fruibiltà. Poter fare centinaia di scatti a costo zero, poterli rivedere in tempo reale, poter correggere gli errori di esposizione osservando semplicemente sul monitor della reflex le curve esposimetriche, catalogare facilmente e con estrema precisione tutte le immagini sono fattori decisivi. Per quanto riguarda plastica e metallo, la qualità costruttiva delle Nikon è comunque elevata (io possiedo una D70 che mi trasmette quelle sensazioni tattili a cui ero abituato da anni).Per quanto riguarda la scelta dell’ottica, se ne vuoi una sola, io propenderei sul 18-200. A volte avere un grandangolare è veramente necessario e comunque se acquisterai il 55-200 ti consiglio successivamente un 10-20 Sigma o un 12-24 Tokina.Ciao

  3. Ciao Roberto ti ringrazio per la prova esauriente che hai fatto di questa focale.Volevo chiederti tu hai effetuato la prova su una Nikon d40,pensi che accoppiata con la Nikon d80 i risultati sono uguali? oppure questa è una focale da inserire solo sulla d40 o d40x? grazie se puoi darmi una risposta.

  4. robertodacci Says:

    Ciao Silvio, prima di tutto ti volevo precisare che il test è stato fatto da Valerio Pardi per la Nital, comunque ho provato questo obbiettivo sulla mia d70 e ti confermo in pieno le valutazione del Pardi: veramente una buona ottica considerando oltretutto il prezzo.Certo che sulla d80 avrai le stesse prestazioni della d40, non c’è motivo perchè sia altrimenti. Ciao

  5. mauro simoncelli Says:

    Una domanda: ho 2 zoom nikon AF_G 28-100 e 70-300, finora utilizzati sulla F80 reflex. Potrei anche utilizzarli al massimo delle loro funzioni anche con le equivalenti nikon reflex digitali, tipo D40, D40x, D80?
    Grazie dell’attenzione
    Mauro Simoncelli

  6. robertodacci Says:

    La Nikon D40 e D40x, progettate innanzitutto per le ottiche Nikon AF-S dell’ultima generazione non hanno un motore autofocus incorporato, ma si affidano al motore incorporato nell’ottica,la D80 invece ha il motore incorporato: quindi la prima necessita di ottiche AF-S per utilizzare anche l’autofocus la D80 invece funziona sia con gli AF-S che con gli AF. La sigla G indica la cpu incorporata e l’assenza della ghiera dei diaframmi. Qindi concludendo: obbiettivi AF-S G ok su D40 e D80, AF G ok su D80 ma no autofocus su D40

  7. Buongiorno.Il natale scorso ho ricevuto in regalo una bellissima nikon d80, fornita di un obiettivo nikkor dx 18-135mm. In questi anni ho sempre usato una nikon fe analogica,e, nonostante la d80 sia una macchina fotografica splendida,continuo a preferirne gli scatti. Mi hanno quindi consigliato di utilizzare l’obiettivo che attualmente adopero con la macchina digitale sull’analogica.Ho provato ma l’effetto è disastroso, le fotografie sono praticamente nere.Probabilmente ho sbagliato qualcosa. sapete aiutarmi? l’obiettivo è compatibile con la mia vecchia nikon fe?
    grazie mille.
    Melissa.

  8. robertodacci Says:

    Ciao Melissa, purtroppo l’obiettivo è progettato per le digitali con sensore dx APSC (ha la superficie che è circa 1,5/1,6 ridotto rispetto al classico 35 mm) e quindi il cerchio di copertura non copre il formato della tua FE. Oltretutto l’obiettivo in questione non ha la ghiera dei diaframmi e non si accoppia con gli automatismi della FE. A proposito: ma perchè non utilizzi l’eccellente D80?

  9. Eccellente, direi quasi affascinante….fa proprio il caso mio, pensando agli euro in piu’ che stavo per sborsare per un 18-200 avendo già un 18-70 e’ proprio quello che cercavo. Avrete capito che sono un principiante ( del digitale ) un saluto cordiale. Roberto

  10. ottimo, sarà il prossimo acquisto. salve

  11. Claudio Says:

    Ciao Roberto
    Ho letto l’ottimo articolo sul 55-200 Nikkor e ti faccio subito una bella domanda.
    dovendo acquistare la D80 (devo a malinquore mettere in pensione la mia F80, ormai la pellicola va abbandonata)e sono mollto incerto su due kit di vendita D80+NIKKOR 18-135 o D80+NIKKOR 18-55 VR+NIKKOR 55-200VR. Tu cosa mi consiglieresti. Io faccio fotografia di viaggio, quindi da grnadangolo a zoom e quello che mi spaventa dei due obbiettivi è il cambio obbiettivo per via di presenza di polvere sabbia. Sono più portato per il 18-135 che bene o male copre tutto, però non vorrei avere un obbiettivo troppo generico e perdere i vantaggi dei due zoom sopracitati. Il problema polvere è effettivamente così sentito con le digitali ?
    Grazie in anticipo per la risposta

  12. Andrea Says:

    Salve, ho acquistato da un pò questo obiettivo e lo uso con la mia d40. In generale sono soddisfatto, però in situazioni di elevata luminosità e modalità automatica mi rendo conto che le foto escono sovraesposte e che il diaframma tende a non chiudersi, cosa che invece non accade col 18-55. Soprattutto a 200 ho notato che non sale oltre 6.3, anche se puntata quasi verso il sole.
    Potrebbe essere qualche mio errore o è una caratteristica dell’obiettivo? Ho provato anche a resettare le impostazioni per evitare che potessero influrire sugli scatti.
    Grazie

  13. robertodacci Says:

    Ciao Claudio,la D80 è un’ottima reflex e nonstante sia stata presentata un paio di anni fa è ancora a mio parere la migliore nella su fascia di prezzo. In pratica ha l’elettronica della D200 in corpo macchina meno soffisticato comunque ottimo. Riguardo al quesito ottica-polvere;ricordando che comunque anche oggi vale la regola: fattore di moltiplicazione zoom più basso-qualità più alta (in pratica un zoom 2x quasi sempre andrà meglio di un 4-6x) tra i due kit che proponi come qualità finale è sicuramente meglio l’accoppiata 18-55 VR+NIKKOR 55-200VR rispetto al 18-135 (che tra l’altro non è tra le ottiche più riuscite di mamma Nikon).La polvere; si, sicuramente è un problema. Ma non fasciamoci la testa!!! Certo se siamo nel deserto sarei preoccupato (ma anche senza cambiare le ottiche), ma con un po’ di precauzione non ci sono problemi…al limite quando il sensore è veramente sporco una bella pulita in assistenza e tutto torna copme nuovo. Ma ti do consiglio (così ti metto qualche dubbio…sono un po’ sadico…):se proprio non vuoi cambiare mai l’ottica pensa al 18-200 VR, che per la sua estensione focale è incredibile!!Costa di più ma penso proprio faccia al caso tuo…ciao

  14. robertodacci Says:

    Ciao Andrea…caso strano il tuo: a parte andare dal tuo negoziante e provarne un altro sulla tua D40 (è la cosa più ovvia e semplice) per verificare che non sia un problema della tua ottica, altrimenti prova a spegnere la macchina prima di togliere l’obiettivo, se già non lo fai, non vorrei che rimanesse qualche dato memorizzato nelle cpu dell’ottica obiettivo ma dubito. Ciao e fammi sapere

  15. Andrea Says:

    Ciao Roberto, un amico ha la mia stessa attrezzatura e presenta le stesse caratteristiche. In ogni caso la sostituzione dell’obiettivo la faccio sempre a fotocamera spenta. A questo punto mi viene da pensare che sia una cosa normale..

  16. Giuseppe Says:

    Ciao Roberto,
    Da poco sono entrato nel mondo del digitale con una D60. A breve mi arriverà il 55-200 VR. Vorrei provare anche con qualche macro, cortesemente potresti dirmi la misura dell’anello con doppia filettatura maschio/maschio da usare con il 50mm f/1.8?

  17. robertodacci Says:

    Ciao Giuseppe, scusa se ti rispondo adesso ma ho avuto un po di problemi ultimamente…da quel che mi chiedi vuoi usare il 50ino come lente close-up.Comunque il cinquanta ha il diametro filtri 52 lo zoom anche, ciao

  18. Ciao Roberto,
    Non sono un grande esperto di reflex digitali e relativi zoom…ma visto che la d40 d60 d40x ecc sono ottime macchine ma comunque entry level, non sarebbe giusto consigliare a coloro che entrano nel mondo reflex di provare zoom diversi da nikon? Sigma , tokina ecc sono ottime alternative alla nikon ; oltre 200mm il vr nikon è ottimo ma… es: Sigma Obiettivo 70-300 mm F4-5,6 APO DG Macro motorizzato non ha nulla da invidiare al n°1 zoom NIKKOR AF-S VR 70-300 f 4.5-5.6G IF ED eppure il nikon costa quasi il doppio e rimane sempre un zoom entry level tanto quanto il Sigma. Ciao e grazie

  19. robertodacci Says:

    Sicuramente il Sigma è più economico del Nikon, ma lo è anche, come tu stesso osservi, come resa ottica e non solo alle focali maggiori. Non voglio assolutamente spingere l’acquisto di ottiche Nikon, me ne guardo bene, ma quello che ti posso dire e che comunque la resa complessiva è mediamente superiore delle ottiche universali tranne ovviamente alcune eccezzioni. Il costo superiore verrà comunque ampiamente ripagato nel momento in cui vorrai cambiare parte del tuo corredo. Le d40 e company sono macchine entry-level ma solo come costo ed alcune funzioni accessorie, ma come resa d’immagine sono senz’altro ottime fotocamere e meritano ottime ottiche! Tieni conto che un sensore da 8-10 Megapixel sa mettere alla frusta qualsiasi ottica.Ciao.

  20. dani71 Says:

    Ciao Roberto,
    Ho avuto modo di sperimentare sul campo le 2 ottiche (nikon e tamron) facendo diverse fotografie sia in gradangolo che con zoom e devo ammettere che anche un occhio inesperto come il mio, ha potuto notare la grande differenza! Avevi ragione: Nikon costerà anche di più ma sicuramente vale anche di più…Cambiando discorso, cosa ne pensi della Sony alpha a200 k ? L’ho vista in un negozio a 469 €!! Il venditore ottimamente preparato mi ha detto che con le caratteristiche che ha questa macchina, se al posto di chiamarsi Sony si fosse ancora chiamata Minolta, il suo prezzo sarebbe una volta e mezza. Cosa ne pensi a riguardo? Grazie, dany.

  21. robertodacci Says:

    Ciao, Certo la Sony è un’ottima reflex entry-level ma qunado compri una macchina non compri solo il corpo ma anche tutti gli accessori (obbiettivi, flash, ottiche speciali, eccc.) che fanno parte di quel marchio. Ora come ora le due uniche marche che possono coprire tutte le esigenze sono Nikon e Canon. Parlando solo di corpo macchina la Sony è comparabile alla D60 della Nikon anche se devo dire che quest’ultima mi da un’impressione di solidità maggiore. La Nikon è un pelino meglio a livello di prestazioni ma non ha lo stabilizzatore d’immagine incorporato presente invece sulla A200 e si deve appoggiare a quello presente eventualmente negli obbiettivi (buono il 18-55 VR presentato poco tempo fa). In eventuale acquisto io considerei eventualmente la D80. Essendo sostituita a breve dalla D90 sicuramente si troverà a prezzi superscontati ed è una ottima macchina sicuramente superiore alle altre due.

  22. dani71 Says:

    Ciao, Hai perfettamente ragione sulla d80, ormai viene venduta nei negozi a 700€ compreso il 18-55vr a differenza della d60 che, con il 18-55vr a 560€. Un venditore che ha la d80 mi ha detto che se dovesse comprarla lui prenderebbe la d60 (per il pulitore della polvere) ha speso 50€ per pulire la sua d80! Oppure ti monti un 18-200vr e non lo tolgo più e risolvi il problema.. così al posto di aiutarmi, mi ha messo uncora più confusione. E’ così indispensabile questo c…di pulitore? E’ così sensibile per chi cambia l’obiettivo anche non sovente? Non potevano montarlo anche sulla d80? Eppure quando è uscita la d80 (agosto 2006) costava 950€ solo il corpo!!!E’ possibile che il motorino int. per l’autofocus, il pentaprisma ,11 punti autofocus e le 2 ghiere valgono meno del pulitore??? Grazie!!!!

  23. robertodacci Says:

    L’accoppiata d80 e 18-200 è ottima anche se come resa ottica c’è di meglio. Per esempio potresti aggiungere al 18-55 il 55-200 f/4-5.6G IF-ED o ancor meglio il 70-300mm f/4.5-5.6 G IF-ED VR. Io acquisterei comunque la D80, ha molte più funzioni della d60… è più “macchina”. Senza dimenticare che è compatibile con tutte le ottiche presenti e passate della Nikon, comprese le unversali prive di motorino interno. A meno che tu lavori nel deserto del Sahara e presti un pochino di attenzione quando cambi l’ottica, lo sporco dl sensore è un problema remoto. Ciao

  24. Salve,
    ho appena acquistato un 55/200 VR 4-5.6 DX, ho solo un piccolo problema.
    Con il Vr disinserito va ottimamentema appena inserito il VR e provo la messa fuoco e rilascio sembra spostarsi l’immagine e un piccolo rumorino “”un tic”.
    sul 55/200 Vr è normale una cosa del genere, dato il motore interno, oppure potrebbe essere un difetto?
    ripeto dopo lo scattino “il Tic” l’immagine sembra spostarsi di un mm.
    Ringrazio Saluti da Livio

    • robertodacci Says:

      Ciao Livio, il “tic” che senti è appunto lo stabilizzatore interno dell’ottica che fa il suo lavoro/dovere. Il bello delle ottiche stabilizzate, è che vedi l’effetto della stabilizzazione in diretta nel mirino.

  25. michele Says:

    Ciao Roberto, sono Michele.
    Vorrei comprare la Nikon d5000, essendo la mia prima reflex. Pensavo di prendere il kit con l’obiettivo da 18-55 mm VR, volevo sapere una tua opinione su questo obiettivo e se hai mai provato la d5000. Inoltre volevo chiederti: mi piacciono molto le foto in macro, quale obiettivo mi consiglieresti considerando la reflex che andrò a comprare? Ti ringrazio e complimenti

  26. […] e mi sono “accontentato” di provare con gli obiettivi invertiti (dopo aver letto questo […]

  27. sebastiano Says:

    ciao robertodacci.Ti chiedo un semplice parere. Quale obiettivo mi consiglieresti sulla d40x,per avere un pò di avvicinamento e che sia giustamente compatibile con essa.Grazie.Ciao.

  28. Nel ringraziarti di questo articolo ,certamente ho mostrato molto interesse nel 50mm invertito e alla lente 70mm +1. Quindi spero presto in un tutorial perche’ e’ chiaro che hai le idee chiare in propostio.Per anni mi sono appassionato con una semplice zenith e le sue lenti zenitar molto generose. Dopo un paio di anni con una D60 sono passato a Lumix gh2 e pur non sfruttandone a pieno le sue capacita’ ho sentito la necessita’ di ritornare a nikon. Io le foto le stampo con procedimento chimico e non per sublimazione, e nelle mie stampe mi arrovello perche’ non ci siano dei tagli. Full Frame non e’ stato sufficente a compensare alla mancanza del mirino analogico, e il 14-140mm vario (28-280mm) non mi ha fermato da uno step back nikon. Certamente gh2 propende su una resa video incredibile, ma dal punto di vista fotografico ho rilevato dei cromatismi e aberrazioni digitali troppo evidenti. Ritengo che non sia un sacrificio cambiare obbiettivo spesso, del resto e’ la natura di una reflex. Quindi una 5100 18-55mm e 55-200mm sono stati per me la scelta decisiva. Un 18-200 non risolverebbe i problemi, perche’ e’ chiaro che e’ un oggetto destinato a un utenza a cui non interessa la resa e la qualita’. Semplificarsi la vita sembrerebbe la regola principale, ma 11 x mi sembra un pochino eccessivo. Vorrei chiederti se la mia scelta di ritornare a nikon 5100 dx sia stata una sciocchezza avendo avuto tra le mani una GH2 FF. DX sembra una forzatura correlata alle dimensioni ridotte del sensore rispetto a un FX. Ovviamente il formato DX prende il ritaglio migliore e di qualita’, ma ci terrei a sapere il tuo punto di vista riguardo i 2 formati dx e fx. Dobbiamo arrovellarci sull’idea di passare prima o poi a Full frame o esiste un modo per sfruttarre al meglio le potenzialita’ dx? perche’ l’idea che mi sono fatto io e’ che DX corrisponda a un Limite e non a un qualcosa di speciale che la “X” farebbe pensare. Idem per FX, se penso a tutte le abberrazioni visualizzate con un ritaglio piu’ ampio e a formato pieno. e chiaro che i prpblemi si risolvono spendendo 5000 euro…ma cerchiamo di rimanere su dei parametri standard, perche’ il tuo parere mi interessa proprio.

    • robertodacci Says:

      Ciao Manuel, le tue considerazioni mi offrono uno spunto interessante. Tu mi parli di gh2 FF. Non capisco a cosa ti riferisci dato che la Gh2 non è assolutamente una FullFrame ma ha il sensore in standard micro 4/3 (che è circa un quarto di in FF!!). Forse ti riferivi al video Full Hd, quindi passando alla 5100 non hai affatto fatto un passo indietro ma se mai uno avanti. Le aberrazioni che hai rilevato sono dovute principalmente all’ottica e non al sensore in se. Esso può portare rumore e moirè ed è qui che salta fuori la differenza con il formato FF. Grande sensore equivale a grande capacità di raccogliere luce e una conseguente minore amplificazione del segnale che porta a rumore. Il moirè dipende dal filtro antialasing posto davanti al sensore stesso. Oltre a queste caratteristiche fisiche il FF porta anche ad una plasticità di immagine..una tridimensionalità evidente. E’ anche vero che con la tecnologia che fa progressi le ultime APS-C godono di prestazioni incredibili. Il sensore per esempio montato sulla D7000 e sulla tua D5100 (prodotto da Sony), produce immagini con bassissimi livelli di rumore e moirè, con dettagli eccellenti. Certo se confrontassi i file prodotti da queste macchine e una FF noteresti la differenza, ma non più di tanto. I produttori investono molto di più sui APS-c che hanno enormi volumi di vendita. Vedremo a breve le nuove FF cosa sapranno fare…penso ci sarà un salto notevole rispetto agli attuali..ma non incredibile. Se prendi una vecchia Canon 5D e ne osservi i risultai vedresti che hanno poco da invidiare alle macchine attuali. comunque vai tranquillo, usa la tua 5100 che è un’ottima reflex e impara a conoscerne pregi e limiti (si faceva anche con le pellicole ricordi?).

  29. Salve, ho da poco acquistato una nikon d3100 con 18/55, e sono in procinto di acquistare ,dopo avere letto la prova, il 55/200, avendo anche ottiche della vecchia nikormat ft2 e precisamente il 50mm f 1,8 e un tele 200mm come potrei utilizzarle, grazie di tutto. Carlo

    • robertodacci Says:

      Ciao Carlo. Ok per il 55/200. Riguardo alle tue due ottiche fisse, non mi hai detto di quali modelli si trattano, ma si sicuro purtroppo non le puoi utilizzare con l’autofocus non avendo la tua macchina il motorino di trasmissione AF. Avrai l’aiuto della spia di messa a fuoco e potrai lavorare con la lettura ttl.Per chiarimenti ulteriori di rimando a questo articolo: compatibilità ottiche nikon

  30. Gianluca Says:

    Salve, ho una Nikon D3100 con un 18-105 Vr Nikkor. Premetto che sono un neofita. Volevo chiedere se, avendo il 18-105 è valida l’idea di comprare il 55-200 oppure è una scelta sbagliata?
    Le mie foto sono rivolte molto ai ritratti e alle macro ma anche ad eventi come scatti per spettacoli teatrali.
    Grazie dell’attenzione

    • robertodacci Says:

      Ciao Gianluca. Il 55-200 è una buona ottica e per quello che costa da tanto. E’ anche vero che non guadagneresti un granchè passando dai 105 ai 200 mm. Fossi in te prenderei un 70-300 Nikon o Tamron.

      • Gianluca Says:

        Ciao Roberto, grazie mille per la risposta.
        Il nikkor è praticamente inarrivabile come costo, mentre il tamron nn è stabilizzato però ci farò un pensierino. Grazie ancora

  31. domenico Says:

    Ciao Roberto,
    il tuo è un test davvero interessante e dettagliato. Il 55-200 è un obiettivo dalle grandi soddisfazioni se usato con dovizia. Ti domando allora, dovendo integrare una D5100+18-55, se puntare su un 55-200, un 55-300 o un 70-300. In particolare, visto che non vorrei rinunciare alle focali intermedie, mi piacerebbe conoscere una tua opinione sul 55-300 che molti possessori di 70-300 bistrattano.
    Grazie, Domenico

    • robertodacci Says:

      Ciao Domenico. Il 55-300 è una buona ottica ma sinceramente inferiore al 70-300, sia come resa ottica che come qualità costruttiva. La differenza di prezzo è ampiamente giustificata. Io farei anche un pensierino, come ho detto più volte, al Tamron 70-300. E’ ottimo.

  32. Andrea Says:

    Ciao roberto, possiedo da ottobre una NikonD3100 con l’obiettivo standard 18-55 e un ottimo fisso, il 35mm f/1.8G con cui mi trovo molto bene. Tuttavia spesso mi sento “limitato” dalla scarsa lunghezza focale del 18-55 e ho pensato all’acquisto di un tele, ma non avendo a disposizione un grande budget l’idea del 55-200 mi stuzzica parecchio e questo tuo ottimo articolo non fa che convincermi di questo acquisto. Data la mia situazione, tu me lo consigli?
    Grazie, Andrea

    • robertodacci Says:

      Ciao Andrea. Sei hai un budget limitato va benissimo il 55-200 che da tanto per il suo prezzo, altrimenti puoi dare un’occhiata al mercato dell’usato..si possono trovare ottime occasioni!!!

  33. Ciao Roberto, ho acquistato una Nikon d5100 (bellissima macchina!!) Vorrei integrare l’obiettivo 18-55 in dotazione con il Nikon AF-S DX 55-200mm f/4-5.6 VR. Essendo inesperto ti chiedo se è l’obiettivo è compatibile con la d5100 ed un consiglio circa l’acquisto. Grazie

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